Israele, per bocca del suo ministro degli esteri, ha chiesto ai paesi alleati membri della Corte penale internazionale di cessare di finanziarla, dopo che il tribunale, che ha sede all'Aia, ha annunciato di aver avviato un esame preliminare sui possibili crimini commessi nella Striscia di Gaza a partire dal 13 giugno 2014, sia da parte dello Stato ebraico che da parte palestinese.
"Questo organo non rappresenta nessuno", ha detto alla radio Avigdor Lieberman, "e altri paesi ritengono che la sua esistenza non si giustifichi". L'appello dell'esponente di Israel Beitenu, partito della destra vicina ai coloni, si rivolge esplicitamente a Canada, Australia e Germania.
L'Autorità nazionale palestinese ha ottenuto l'adesione allo Statuto di Roma, atto fondatore della CPI, e farà parte ufficialmente dei membri dal 1° aprile. Questo provoca la collera di Tel Aviv, per la quale "la Palestina non è uno Stato".
pon/ATS
RG 18.30 del 18.01.2014 La corrispondenza di Michele Giorgio



