Almeno diecimila migranti si trovano attualmente in Serbia. Lo ha annunciato martedì l’Alto commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite (UNHCR).
La portavoce dell’agenzia internazionale Melita Sunjic ha paragonato la marcia di queste persone ad un corso d’acqua: “È come un grande fiume: se si interrompe il flusso, si avranno delle inondazioni da qualche parte. E questo è quello che sta succedendo ora”, con riferimento agli sbarramenti eretti dall’Ungheria. “Manca tutto, ad iniziare dal cibo e dalle coperte”, ha aggiunto Sunjic.
10'000 in Macedonia
Intanto l’arrivo di un alto numero di rifugiati è annunciato più a sud. Diecimila profughi sono entrati in Macedonia tra sabato e domenica, secondo quanto riferito martedì dalla polizia di Skopje. Il record di passaggi si è avuto all’inizio di settembre con 12'000 in 24 ore.
Questa nuova ondata migratoria sulla rotta balcanica rischia di aggravare la situazione a nord, dove i provvedimenti adottati nelle ultime settimane dei paesi di transito sono già restrittivi. In Croazia le entrate avvengono al rallentatore, dopo che la Slovenia ha annunciato di averle limitate a 2'500 al giorno.
ab/Reuters/Afp
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