Si registra un altro naufragio, con un bilancio destinato forse a peggiorare, nel Mediterraneo centrale. Un barcone partito sabato pomeriggio da Tajoura, nel nord della Libia, con a bordo circa 105 persone tra donne, uomini e bambini, si è capovolto durante la traversata verso l’Italia. Secondo il bilancio diffuso nelle prime ore successive all’incidente, sono stati recuperati 32 sopravvissuti e due corpi, mentre oltre 80 persone risultano disperse. I superstiti, in prevalenza pakistani, egiziani e bengalesi, sono stati trasferiti nella struttura di accoglienza di Lampedusa.
A riferire i dettagli del naufragio è stata Mediterranea Saving Humans, che ha parlato di un “tragico naufragio di Pasqua” e ha precisato che l’imbarcazione di legno si sarebbe ribaltata in una zona Sar sotto controllo delle autorità libiche. In un video diffuso dall’ONG e attribuito all’aereo di monitoraggio Sea-Bird 2 si vedono diversi uomini aggrappati allo scafo rovesciato, alla deriva in mare aperto, prima dell’arrivo di una nave mercantile.
Il nuovo disastro si inserisce in una sequenza ravvicinata di emergenze nel Canale di Sicilia. Appena pochi giorni fa la Guardia costiera italiana aveva recuperato 19 corpi e tratto in salvo 58 persone da un’altra imbarcazione in difficoltà partita dalla Libia e soccorsa in condizioni di mare con onde fino a sei-sette metri, secondo quanto riferito dalle agenzie di stampa AP e Reuters. Dall’inizio del 2026 almeno 683 persone sono morte o risultano disperse lungo questa sola rotta.







