Le forze armate israeliane respingono le accuse di abusi commessi dai soldati nei confronti degli attivisti della Flotilla “durante -le operazioni a protezione del blocco navale di sicurezza, istituito legalmente”.

Il rientro degli svizzeri della Global Sumud Flotilla
Telegiornale 23.05.2026, 20:05
“Gli ordini dell’IDF prevedono un trattamento rispettoso e appropriato per i membri delle flottiglie a bordo delle imbarcazioni intercettate, esistono procedure chiare e consolidate. Non siamo a conoscenza di episodi specifici di violazione di tali procedure vincolanti all’interno dell’IDF. Qualsiasi denuncia concreta sarà esaminata a fondo”. Lo afferma l’unità del portavoce dell’IDF all’agenzia di stampa italiana ANSA, spiegando che al porto di Ashdod gli attivisti erano sorvegliati dal personale del Servizio Penitenziario e dalla polizia.
L’unità del portavoce dell’IDF aggiunge che “l’area marittima adiacente a Gaza è soggetta a un blocco navale imposto per motivi di sicurezza in conformità con il diritto internazionale, come stabilito anche da un comitato speciale istituito dalle Nazioni Unite a tale scopo, volto a prevenire il contrabbando e le attività terroristiche che mettono in pericolo la sicurezza dello Stato di Israele e dei suoi civili”.
Secondo un ufficiale militare, i soldati della Marina hanno abbordato le navi dopo numerosi inviti via radio di cambiare la rotta. I militari hanno effettuato un primo controllo di sicurezza sui partecipanti sulle navi abbordate. Ai partecipanti sono stati forniti giubbotti di salvataggio. Poi sono stati trasferiti su imbarcazioni dell’Idf e successivamente su un mezzo da sbarco al porto di Ashdod, dove erano sorvegliati dal personale del Servizio Penitenziario e dalla polizia, che hanno poi proceduto con le misure di controllo di sicurezza.
Itamar Ben Gvir si prende gioco degli attivisti
Nel mirino le guardie di Ben-Gvir
L’esercito israeliano e il Servizio penitenziario si rimpallano le responsabilità riguardo alle accuse di maltrattamenti. Il Servizio penitenziario ha dichiarato che le umiliazioni documentate ad Ashdod rientrano nella competenza dell’IDF e della polizia. Questa disputa coinvolge ora anche le unità sotto il Ministro della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben-Gvir, noto per le sue posizioni di estrema destra. In particolare, sono sotto accusa le guardie dell’unità speciale Nachshon, responsabile del trasferimento dei detenuti e della gestione di situazioni ad alto rischio.
Il Ministro Ben-Gvir è responsabile delle nomine all’interno del Servizio penitenziario israeliano (IPS) e ha imposto modifiche alle politiche carcerarie che hanno portato a violazioni dei diritti umani, tra cui riduzione di cibo e acqua, sovraffollamento, violenze e negligenza medica. Ha anche incoraggiato la violenza contro i detenuti. L’unità Nachshon è il braccio operativo dell’IPS, fondata nel 1973, e si occupa della sorveglianza dei prigionieri, degli interventi di sicurezza e del trasporto dei detenuti.








