Le missioni di mantenimento della pace, in particolare quelle sotto l’egida dell’ONU, sono in pericolo a causa delle forti tensioni geopolitiche e della crisi dei finanziamenti. È quanto scrive lunedì in un rapporto l’Istituto internazionale di ricerca sulla pace di Stoccolma (SIPRI).
A fine 2025, poco meno di 79’000 effettivi internazionali erano dispiegati nelle operazioni di pace. Si tratta del numero più basso da almeno 25 anni, aggiunge l’istituto.
“Se la tendenza prosegue, potremmo assistere a un indebolimento spettacolare della gestione multilaterale dei conflitti e alla marginalizzazione quasi totale di istituzioni come le Nazioni Unite, a causa di una congiunzione perfetta di fattori finanziari, politici e geopolitici”, avverte Jaïr van der Lijn, direttore del programma Operazioni di pace e gestione dei conflitti del SIPRI. “È probabile che questo si traduca in un maggior numero di conflitti, che avranno effetti ancora più gravi sui civili man mano che gli Stati abbandoneranno norme consolidate da tempo”.
Lo scorso anno, erano in atto un totale di 58 operazioni di mantenimento della pace, scendendo per la prima volta sotto la soglia dei 60 dal 2016.
Una crisi dovuta ai finanziamenti
Le operazioni condotte dall’ONU si sono indebolite perché i maggiori donatori non onorano tutto, o parte, del loro impegno. Secondo il SIPRI, mancano così 2 miliardi di dollari sui 5,6 miliardi promessi nel bilancio 2024-2025.
“Al Consiglio di sicurezza dell’ONU, le richieste intransigenti e le minacce di veto da parte di membri permanenti hanno complicato le decisioni relative al rinnovo dei mandati delle operazioni”, sottolinea l’istituto.
Gli Stati Uniti hanno chiesto la fine della Forza di interposizione delle Nazioni Unite in Libano (FINUL) nonostante le violazioni del cessate il fuoco tra Israele e il Libano, ricorda il SIPRI. Come compromesso, il Consiglio di sicurezza ha votato il rinnovo della missione per un’ultima volta, fino a dicembre 2026.
Eppure, il sostegno al principio di una gestione multilaterale dei conflitti “resta ampio e solido”, aggiunge il SIPRI. Ma, “per rendere sostenibile la gestione multilaterale dei conflitti, gli Stati dovranno andare oltre le semplici dichiarazioni di sostegno: dovranno fornire un finanziamento prevedibile e creare uno spazio politico sufficiente per permettere risposte multilaterali”, ritiene Claudia Pfeifer Cruz, ricercatrice del SIPRI.

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Notiziario 25.05.2026, 06:00
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