A poche ore dalla fine dell’attacco di un gruppo di terroristi talebani che in una scuola di Peshawar, in Pakistan, martedì ha causato 135 morti e almeno 200 feriti, si moltiplicano i messaggi di cordoglio e di condanna per l’accaduto.
La 17enne studentessa e attivista pakistana Malala Yousafzai, Premio Nobel per la pace 2014, ha definito il massacro "un attacco atroce e vile"e si è detta "straziata da questo atto di terrorismo assurdo e spietato". Gli ha fatto eco l’altro attivista per i diritti umani che ha vinto quest’anno il Nobel per la pace, l’indiano Kailash Satyarthi, che alla notizia ha dichiarato che quello odierno è "uno dei giorni più bui della storia dell’umanità".
Anche il presidente americano Barack Obama si è unito al cordoglio, rimarcando che "gli Stati Uniti condannano duramente il terrificante attacco: puntando studenti e insegnanti in questo atroce attentato, i terroristi hanno mostrato ancora una volta la loro depravazione".
I messaggi di sostegno sono giunti pure dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, per la quale quelle che arrivano da Peshawar sono "notizie terribili". Dello stesso tenore pure la dichiarazione del premier italiano Matteo Renzi che ha affidato a Twitter il suo pensiero: "Bambini, bambini uccisi, bambini uccisi a scuola. Inconcepibile. Il mondo deve reagire all’orrore".
Red. MM/ATS/Reuters/EnCa
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