È stata recuperata la scatola nera dell’aereo precipitato martedì sera nei pressi di Ankara, incidente che ha causato la morte di tutte le otto persone a bordo, tra cui il capo di stato maggiore libico, il generale Mohamed Al-Haddad, e i suoi consiglieri. Lo ha annunciato mercoledì il ministro dell’Interno turco Ali Yerlikaya, recatosi sul luogo dello schianto, a circa 50 chilometri dalla capitale Ankara.
Secondo Yerlikaya, sia il registratore vocale sia la scatola nera sono ora all’esame delle autorità competenti. Le operazioni di soccorso sono proseguite in condizioni difficili, tra nebbia fitta e dopo una notte di piogge intense; le salme delle vittime si trovavano ancora sul sito dell’incidente al momento dell’annuncio.
A bordo del velivolo, un Falcon 50, viaggiavano il capo di stato maggiore dell’esercito di Tripoli, quattro suoi consiglieri e tre membri dell’equipaggio. L’aereo si è schiantato meno di quaranta minuti dopo il decollo: circa quindici minuti dopo la partenza aveva segnalato un problema elettrico e l’intenzione di rientrare, prima che il contatto si interrompesse nella regione di Haymana.
Una delegazione di 22 persone, composta da funzionari libici e familiari delle vittime, è arrivata ad Ankara. Il procuratore della capitale ha aperto un’inchiesta, come confermato dal ministro della Giustizia Yilmaz Tunç.
Il generale Al-Haddad si trovava in Turchia per una visita ufficiale, nell’ambito dei frequenti contatti tra Ankara e il governo di Tripoli. La Turchia è infatti un alleato chiave della Libia, sostenendo il governo riconosciuto dall’ONU anche sul piano militare ed economico dal 2020. La Libia resta politicamente instabile dal rovesciamento di Mouammar Kadhafi nel 2011: due esecutivi rivali si contendono il potere, quello di Tripoli e quello di Bengasi, controllato dal maresciallo Khalifa Haftar.
Ankara eclude il sabotaggio
In una dichiarazione ad Al Jazeera, un funzionario turco ha affermato che “i primi resoconti delle indagini escludono qualsiasi sabotaggio nell’incidente aereo del comandante dell’esercito libico”. È quanto riporta la testata araba. La causa iniziale è un guasto tecnico, ha aggiunto il funzionario.

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Notiziario 23.12.2025, 22:00
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