Guerra in Medio Oriente

Mojtaba Khamenei annuncia vendetta: “Non ci ritireremo mai”

Primo messaggio della nuova guida suprema iraniana: Teheran continuerà a tenere chiuso lo Stretto di Hormuz - Ai Paesi del Golfo: “Chiudete le basi statunitensi”

  • 2 ore fa
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Il messaggio è stato letto da un presentatore della tv di Stato, con l'immagine della guida suprema sullo sfondo

Il messaggio è stato letto da un presentatore della tv di Stato, con l'immagine della guida suprema sullo sfondo

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Di: ATS/pon 

“I nostri nemici pagheranno il prezzo”: è la promessa formulata dalla nuova guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei, il figlio dell’ayatollah ucciso da un attacco israeliano nel primo giorno del conflitto, a sua volta rimasto ferito ma sopravvissuto, che giovedì per la prima volta si è rivolto agli iraniani attraverso un messaggio letto da un presentatore della televisione di Stato con la sua immagine sullo sfondo.

Finora, ha detto il 56enne Khamenei, Teheran “ha ottenuto una vendetta limitata per il sangue dei martiri” e per crimini come quello della scuola colpita da un missile statunitense e dove sono morte oltre 160 bambine. Ma non è finita, ha garantito, chiedendo unità al suo popolo.

Mojtaba Khamenei ha anche dichiarato che “la leva della chiusura dello Stretto di Hormuz deve continuare a essere utilizzata come strumento di pressione”. “Abbiamo studiato l’apertura di altri fronti dove il nemico ha poca esperienza ed è estremamente vulnerabile. Questi saranno attivati se la situazione di guerra persiste e in base agli interessi nazionali”, ha aggiunto la nuova guida suprema. “Dobbiamo sconfiggere il nemico e la nostra forza ci aiuterà a farlo.”

Il blocco dello Stretto di Hormuz, da dove transita di solito un quinto del petrolio mondiale, sta pesando fortemente sui prezzi del greggio a livello globale, ancora sopra i 100 dollari al barile. Una quindicina di navi cargo e petroliere battenti bandiere diverse sono state colpite dai droni e missili iraniani in questi giorni. Teheran ha nel frattempo continuato a esportare, verso un unico cliente: la Cina.

L’ayatollah ha poi affermato che “i Paesi della regione devono assumersi la responsabilità per gli aggressori” e ha raccomandato loro di “chiudere quelle basi il prima possibile, perché ormai devono aver capito che la pretesa americana di garantire sicurezza e pace non era altro che una menzogna”.

Le installazioni militari statunitensi in Qatar, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e Iraq sono state ripetutamente prese di mira nei primi 12 giorni di guerra, con danni per miliardi di dollari alle infrastrutture.

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Iran: da Khamenei a Khamenei

Telegiornale 09.03.2026, 20:00

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