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Prudenza sui visti

L'UE prima di accordare l'esenzione ai turchi (e non solo) si assicura di poter fare marcia indietro

  • 20.05.2016, 22:20
  • 4 maggio, 15:24
"Ci vuole un freno d'emergenza", ha spiegato il ministro olandese Klaas Dijkhoff, il cui paese assicura la presidenza di turno dell'Unione

"Ci vuole un freno d'emergenza", ha spiegato il ministro olandese Klaas Dijkhoff, il cui paese assicura la presidenza di turno dell'Unione

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Gli Stati membri dell'UE hanno raggiunto un'intesa oggi (venerdì) a Bruxelles su un meccanismo che permetterà di sospendere rapidamente l'esenzione dai visti accordata ai cittadini di paesi terzi. Questo qualora una delle condizioni prefissate per l'esenzione non fosse più rispettata o in caso di ripetuti abusi. Oggi sono quattro i paesi in procinto di vedersi accordare questo privilegio: Turchia, Kosovo (ultimo paese balcanico ancora escluso e non da tutti riconosciuto), Georgia e Ucraina.

L'ultima citata è l'unica a soddisfare tutti i 72 criteri, per gli altri ci vorrà più tempo, ma l'attenzione è rivolta naturalmente soprattutto alla prima, che pretende la possibilità per i suoi cittadini di viaggiare liberamente nello spazio di Schengen (ma non di stabilirvisi) per continuare ad accogliere i profughi che giungono in Grecia nel quadro dell'accordo sui migranti. Diverse capitali sono inquiete e la misura concordata è un segnale di cautela, prima di aprire le porte dello spazio di libera circolazione in tutto a 130 milioni di persone.

pon/ATS

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