La città di Soulemain Bek, a nord di Baghdad, è stata conquistata da un manipolo di insorti. I morti sarebbero una ventina. Un'arteria strategica che collega la capitale a Tuz Khormatu, sarebbe ora tagliata in due.
Le violenze si sommano a quelle, riacutizzatesi martedì nel nord del paese e nella stessa Baghdad, con un bilancio complessivo di 130 morti.
Sono le più sanguinose da quando, in dicembre, è scoppiata nelle regioni a maggioranza sunnita la protesta contro il premier sciita Nuri al Maliki, accusato di marginalizzare gli esponenti della corrente religiosa rivale.
Sciiti-sunniti: non c'è tregua in Iraq






