La controversia sul nucleare iraniano dura da quasi 60 anni. Di fatto è stata la più lunga maratona negoziale della storia contemporanea, seconda solo al processo di pace in Medio Oriente. Ecco le tappe principali.
1957: È l'anno del primo accordo di cooperazione tra Iran e USA sulla base del piano del presidente Dwight Eisenhower “Atoms for Peace Program”.
1968: L'Iran firma il trattato di non-proliferazione - ratificato nel 1970 - e da quel momento il suo programma nucleare è soggetto a verifiche da parte dell' Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA).
1979: Dopo la rivoluzione l'Iran abbandona i progetti nucleari, in parte a causa della fuga all'estero degli scienziati che lavoravano al programma e in parte a causa del basso interesse dimostrato da Khomeini al dossier.
1984: Khomeini cambia idea e chiede assistenza ai partner internazionali per completare la costruzione della centrale nucleare a Bushehr.
1992/1996: Gli Usa bloccano prima il trasferimento di tecnologia poi gli investimenti sopra i 20 milioni di dollari in Iran. Boris Yeltsin, sensibile alle pressioni di Bill Clinton, riduce l'impegno preso con l'Iran. Ma il sostegno al programma nucleare continua “sottobanco”.
2003 (12 settembre): Una risoluzione della AIEA impone ispezioni e chiede l'accesso di ispettori ai siti nucleari iraniani. Il 31 ottobre, in un primo accordo con i ministri degli esteri europei, Teheran accetta di sospendere le attività di arricchimento dell'uranio.
2005 (24 settembre): l'AIEA deferisce l'Iran al Consiglio di sicurezza dell'Onu per le sue attività nucleari e per la mancanza di assicurazioni sulla loro natura civile.
2006 (6 giugno): I 5+1 (Stati Uniti, Francia, Cina, Russia, Regno Unito+Germania) offrono un piano, ma l’Iran rifiuta di fermare l'arricchimento di uranio e il 23 dicembre il Consiglio di Sicurezza adotta la Risoluzione 1737 che impone sanzioni a Teheran.
2012: La UE blocca a gennaio le importazioni di petrolio iraniano. Ad aprile dello stesso anno il 5+1 incontra gli iraniani a Istanbul. Nuovi incontri a maggio a Baghdad e a giugno a Mosca. A settembre il ministro degli Esteri UE Lady Ashton e il negoziatore iraniano Saeed Jalil definiscono “punti comuni”.
2013: È l'anno della svolta, dopo l'elezione di Hassan Rohani, ex negoziatore del dossier nucleare. A settembre il ministro degli esteri Javad Zarif presenta una nuova proposta e il 27 il presidente Barack Obama chiama direttamente Rohani. A Ginevra il 24 novembre Ashton e Zarif firmano il cosiddetto 'Piano di Azione”, che prevede un allentamento delle sanzioni e dà un anno di tempo per chiudere l'accordo.
2014 (24 novembre): Il negoziato si conclude con la decisione di estendere fino al 31 marzo 2015 il tempo per un accordo politico, da finalizzare nei dettagli entro il 30 giugno del 2015 a Losanna.
ATS/SP





