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Spagna, la "marcia nera" dei minatori

Oggi a Madrid dopo 500 km a piedi per salvare le miniere

  • 10.07.2012, 13:34
  • Ieri, 12:35
Sciopero minatori, Langreo (Oviedo), 13.6.2012, Ky_.jpg
  • KEYSTONE

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La chiamano "la marcia nera" ed è quella che circa 200 minatori hanno concluso oggi a Madrid dopo aver percorso 500 km a piedi dal nord della Spagna per protestare contro i tagli ai sussidi decisi dal Governo spagnolo. Secondo i minatori, in sciopero da due mesi, 30'000 posti di lavoro legati all'estrazione del carbone andrebbero persi.

Due colonne di minatori sono partite, una dalle Asturie (nord-ovest) e l'altra dall'Aragona (nord-est), per ritrovarsi nella capitale iberica, dove domani è prevista una grande manifestazione.

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Tagli del 63%

Il Senato spagnolo ha confermato lo scorso 19 giugno il taglio dei fondi destinati al settore minerario. Nonostante il rifiuto di alcuni senatori del Partido Popular ad appoggiare la posizione del partito - che governa con maggioranza assoluta - è stato confermato il taglio del 63% alle attività legate all'estrazione e produzione del carbone. Gli aiuti passeranno così dai 301 milioni di euro del 2011 ai 111 milioni di quest'anno.

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Sciopero e violenze

L'attività mineraria, concentrata nelle Asturie, nella zona di Leon e nella regione di Aragona, è bloccata dal 28 maggio giorni per uno sciopero a tempo indeterminato. Nel corso di queste settimane i minatori hanno bloccato le strade a più riprese e numerosi scontri sono avvenuti nella Spagna settentrionale fra i minatori e la polizia in un crescendo di violenza. Secondo i sindacati, il governo non rispetta gli accordi firmati per mantenere la produzione fino al 2018: "se non hanno 160 milioni da darci ora cosa ci daranno nel 2018? Per salvare le miniere spagnole che sono redditizie i soldi non ci sono ma per salvare la banca Bankia hanno speso 20 miliardi di euro!", afferma Francisco Martin, uno dei minatori in marcia.

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30'000 posti di lavoro in forse

In progressiva ristrutturazione da un ventennio, diverse miniere di carbone hanno chiuso i pozzi: oggi ne sono rimaste ancora in attività una quarantina che danno lavoro a circa 8'000 minatori. Il carbone spagnolo tuttavia è più caro di quello importato e per sopravvivere deve far ricorso alle sovvenzioni statali che, per decisione dell'UE, dovranno cessare nel 2018. I tagli decisi dal Governo, secondo i minatori, rischiano di anticipare la fine delle miniere mettendo sul lastrico 30'000 persone direttamente o indirettamente dipendenti dall'estrazione del carbone. Questo in regioni già poco favorite e le cui economie vivono al ritmo delle miniere da generazioni.

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La cronaca di queste settimane di proteste vista dai sostenitori dei minatori

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