“Stiamo assistendo al tradimento del principio fondamentale della neutralità medica. Infermieri, medici, professionisti di questo settore vengono deliberatamente uccisi, torturati e feriti”. Sono le parole di denuncia usate da Richard Horton , direttore della rivista medica “The Lancet” nell’intervista rilasciata a Emiliano Bos.
In Siria, la metà degli ospedali è stata distrutta o gravemente danneggiata, 15’000 sono i medici fuggiti all’estero a causa della guerra. Una situazione catastrofica di fronte alla quale 55 dottori, ricercatori e responsabili di organizzazioni sanitarie di molti paesi, tra cui tre premi Nobel, hanno sottoscritto una lettera aperta pubblicata sul sito del settimanale “The Lancet” e in uscita anche sulla versione stampata.
Raggiunto al telefono a Londra, il dottor Richard Horton lancia una sorta di appello: “Dobbiamo farci sentire per dire che tutti i feriti e gli ammalati, tutti i civili hanno bisogno di aver accesso a cure mediche e dobbiamo proteggere gli operatori sanitari per garantire queste cure. Non importa essere a favore o contro i ribelli o il governo siriano”. “Tutte le parti", conclude il direttore di The Lancet, "sono colpevoli in questo conflitto. Dobbiamo fermarlo. E dobbiamo fermarlo adesso”.
RedMM/Emiliano Bos
Gallery audio - The Lancet: catastrofe sanitaria in Siria
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RG 12.30 L'intervista di Emiliano Bos a Richard Horton
RSI Info 19.09.2013, 13:31






