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LA GUERRA IN MEDIO ORIENTE

Trump: da domani scorta alle navi nello stretto di Hormuz. Con l’Iran “colloqui positivi”

Ma in precedenza aveva ribadito: piano iraniano inaccettabile - Pasdaran: Washington deve scegliere tra un’operazione impossibile e un cattivo accordo - Merz prova a spegnere la polemica col presidente USA

  • 2 maggio, 08:43
  • Un'ora fa
Stretto Ormuz bambini Iran
  • Keystone
Di: Redazione RSI Info 
  • Trump: da lunedi scorta alle navi bloccate nello stretto

  • Iran conferma ricezione della risposta USA

  • Cargo attaccato nello stretto di Hormuz

  • Marco Rubio presto a Roma e in Vaticano

  • Merz getta acqua sul fuoco delle polemiche

  • Trump in difficoltà nei sondaggi

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Medioriente: nuova proposta iraniana

Telegiornale 03.05.2026, 12:30

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Un'ora fa

Da domani la marina USA scorterà navi nello stretto di Hormuz

Donald Trump ha annunciato questa sera sul suo social network “Truth” che da domani la marina degli Stati Uniti scorterà delle navi mercantili attualmentr bloccate attraverso lo stretto di Hormuz

“ L’iniziativa ‘Project Freedom’, avrà inizio lunedì mattina, ora del Medio Oriente. Sono pienamente consapevole che i miei rappresentanti stanno intrattenendo colloqui molto positivi con l’Iran e che tali discussioni potrebbero portare a esiti estremamente positivi per tutti”, ha detto Trump riferendo che molte delle navi bloccate stanno finendo cibo.

Ieri, 21:28

Ministro degli esteri iraniano sente il collega tedesco

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, in una conversazione telefonica con il suo omologo tedesco Johann Wadephul, ha illustrato nel dettaglio le attuali posizioni e iniziative diplomatiche dell’Iran.

Secondo l’Irna, durante i colloqui Araghchi ha approfondito gli sforzi di Teheran per porre fine all’attuale guerra con gli Stati Uniti e Israele, sottolineando l’impegno dell’Iran a trovare una soluzione diplomatica alle ostilità in corso.

Ieri Araghchi aveva sentito i colleghi di Francia e Italia. La Germania è uno dei paesi che maggiormente si oppone a sanzionare Israele all’interno dell’Unione europea.

Ieri, 21:22

Trump in difficoltà nei sondaggi

A sei mesi dalle elezioni di medio termine e dopo oltre 60 giorni di guerra in iran, Donald Trump è sempre più in difficoltà con il proprio elettorato. Secondo un sondaggio di Washington Post-Abc-Ipso, il 62% degli americani lo boccia, il livello più alto dall’inizio del primo mandato.

In generale il tasso di approvazione del presidente è calato al 37% dal 39% di febbraio, ma i dettagli fotografano una realtà molto complicata. Il 66% degli americani non approva la sua gestione dell’Iran. Sull’economia, solo il 34% degli interpellati è favorevole alle sue scelte, in calo di sette punti. Sull’inflazione può contare solo sul 27% di consensi e sulla gestione del costo della vita solo sul 23%.

Il presidente aveva promesso l’età dell’oro e un crollo dell’inflazione ma gli americani, si ritrovano con i prezzi della benzina ai massimi del 2022 e prezzi in rapida ascesa a causa di una guerra più impopolare di quella in Vietnam.

Ieri, 21:19

Pasdaran: per gli USA o un cattivo accordo un'operazione impossibile

Le opzioni americane nel conflitto in Medio Oriente si limitano essenzialmente a dover scegliere tra un’operazione militare impossibile oppure un cattivo accordo con la repubblica islamica.

Lo scrivono i guardiani della rivoluzione iraniana in un comunicato che auspicano anche un cambiamento di tono di Europa, Russia e Cina verso Washington.

Ieri, 21:17

Presto legge iraniana il blocco di Hormuz

Il parlamento iraniano si appresta ad approvare una testo che trasformerebbe in legge dello Stato le restrizioni al transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz, secondo quanto afferma l’emittente statale iraniana Press TV.

Nella bozza di legge, in 12 articoli, è scritto che alle navi israeliane non sarà mai consentito il transito. Quanto alle navi provenienti da “paesi ostili” (probabile riferimento agli Stati Uniti) “saranno tenute a pagare riparazioni di guerra per ottenere un permesso”.

Tutte le altre navi dovranno richiedere l’autorizzazione dell’Iran per transitare.

Ieri, 21:14

Nave da carico attaccata nello stretto di Hormuz

Una nave da carico di nazionalità non specificata è stata attaccata al largo di Sirik, nelle vicinanze dello stretto di Hormuz da una serie di piccole imbarcazioni, lo fa sapere il centro operativo militare britannico per le operazioni di commercio marittimo.

L’equipaggio del vascello, che procedeva verso il Mediterraneo, è al sicuro. Non ci sono state rivendicazioni, ma l’impiego di piccole imbarcazioni, a volte semplici motoscafi fuoribordo, è pratica corrente delle forze di Teheran per affermare il loro controllo dello stretto.

Nonostante il presidente USA abbia ordinato alle proprie forze di sparare per uccidere, i motoscafi sono rapidi e difficili da identificare e colpire. L’Iran afferma che lo stretto è aperto a tutte le navi non implicate con Stati Uniti e Israele, dietro pagamento di un pedaggio.


Ieri, 21:02

Media: Netanyahu potrebbe anticipare le elezioni

Benyamin Netanyahu starebbe valutando la possibilità di anticipare le elezioni al 1° settembre, rispetto alla prevista scadenza di fine ottobre. Lo afferma la TV israeliana Canale 12, citando proprie fonti riservate.

Il primo ministro israeliano sta subendo crescenti pressioni in tal senso da parte dei partiti ultraortodossi della sua coalizione, poiché l’inizio del mese ebraico di Elul è considerato un momento politicamente vantaggioso per mobilitare la loro base elettorale.

Netanyahu sarebbe invece favorevole a mantenere le elezioni a fine ottobre per avere più tempo per valutare gli sviluppi politici e di sicurezza, anche se una svolta in Iran potrebbe spingerlo ad anticipare i tempi.

Ieri, 20:40

Rubio a Roma e in Vaticano giovedi e venerdi

Il segretario di Stato USA Marco Rubio si recherà a Roma e in Vaticano giovedi e venerdi prossimo, nel tentativo di ricucire lo strappo della Casa Bianca con la Santa Sede e con l’Italia dopo le reiterate aspre critiche di Donald Trump.

Rubio, che è cattolico praticante, avrà contatti con il segretario di Stato vaticano Parolin, con il ministro degli esteri italiano Tajani e con quello della difesa Crosetto. Stando a fonti ufficiose ha chiesto un’incontro con la premier italiana Meloni e sarà ricevuto dal Pontefice.

Leone XIV, primo papa statunitense della storia, celebrerà venerdi il primo anno di pontificato.

Ieri, 20:39

Iran: stiamo valutando la riposta USA

Il portavoce del ministero degli esteri iraniano, Esmaeil Baghai, ha confermato che Teheran ha ricevuto la risposta degli Stati Uniti alla proposta di piano in 14 punti per il consolidamento della tregua e ora “la stiamo valutando”.

Baghai ha anche detto alla TV di Stato iraniana che la proposta non include la questione nucleare, ma è incentrata unicamente sulla fine della guerra. “Quanto riportato da alcuni media è frutto della loro immaginazione”.

Ieri, 20:35

Merz non rinuncia a lavorare con Trump

Friedrich Merz non rinuncia a lavorare con Donald Trump, malgrado la disputa tra i due negli ultimi giorni. Lo ha dichiarato il cancelliere tedesco alla radiotelevisione pubblica ARD in una intervista diffusa questa sera.

“Non rinuncio alla relazione transatlantica. E non rinuncio nemmeno a lavorare con Donald Trump”, ha affermato Merz, secondo cui il ritiro delle truppe USA non è veramente legato alle critiche da lui formulate, ma a a questioni di pianificazione e strategia della Casa Bianca e del Pentagono.

Il cancelliere tedesco ha sottolineato l’importanza degli Stati Uniti per la NATO

Ieri, 20:33

Trump ribadisce: proposta iraniana inaccettabile

La proposta iraniana “per me è inaccettabile”. Lo ha detto Donald Trump a Kan News, secondo quanto riportato dall’agenzia Bloomberg.

Ieri, 14:42

Flottiglia: fermo degli attivisti in Israele prolungato di due giorni

L’autorità giudiziaria israeliana ha prolungato di due giorni lo stato di fermo nei confronti di Thiago Avila e Saif Abukeshek, i due attivisti della Global Sumud Flotilla arrestati dopo l’intercettazione di oltre 20 imbarcazioni dell’iniziativa pro-Palestina in acque internazionali alcuni giorni fa. Lo ha riferito all’AFP Miriam Azem, dell’ONG israeliana per i diritti umani Adalah.

Durante l’udienza il pubblico ministero israeliano aveva richiesto una proroga della detenzione degli attivisti di quattro giorni, presentando un elenco di presunti reati, tra cui assistenza al nemico in tempo di guerra, contatti con un agente straniero, appartenenza e fornitura di servizi a un’organizzazione terroristica e trasferimento di beni per conto di un’organizzazione terroristica. Lo rende noto la Global Sumud Flotilla.

Gli avvocati di Adalah, Hadeel Abu Salih e Lubna Tuma, hanno sostenuto davanti alla Corte che l’intero procedimento legale è fondamentalmente viziato e privo di fondamenti giuridici. Hanno contestato - si legge in una nota - la giurisdizione dello Stato, affermando che non esiste alcuna base giuridica per l’applicazione extraterritoriale di questi reati alle azioni di cittadini stranieri in acque internazionali.

Ieri, 12:35

La campagna del regime iraniano che invita gli emigrati a "sacrificare la propria vita"

L’ambasciata iraniana a Berna promuove in Svizzera una campagna del regime che invita la diaspora a “sacrificare la propria vita” per la patria. Un’iniziativa che preoccupa gli iraniani all’estero e che ha attirato anche l’attenzione delle autorità elvetiche.

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L'Iran chiama i suoi cittadini al sacrificio

Telegiornale 03.05.2026, 20:00

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RG 12.30 del 03.05.2026: il servizio di Luca Beti

RSI Info 03.05.2026, 12:30

Ieri, 12:20

Un'università bombardata in Iran diventerà un museo della guerra

Le autorità iraniane intendono trasformare un sito bombardato presso un’università di Isfahan in un museo che illustri l’impatto degli attacchi israelo-americani. Lo riporta l’agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim, citata dalla CNN.

“Con il sostegno del governo, quest’area danneggiata rimarrà intatta e diventerà per sempre un museo della guerra”, ha dichiarato Zafarollah Kalantari, rettore dell’università, aggiungendo che “attaccare un’università è un chiaro esempio di crimine di guerra e dimostra che coloro che affermano di sostenere i diritti umani non hanno alcun impegno nei confronti dei principi morali o delle normative internazionali”.


Ieri, 11:18

Libano: oltre 1,2 milioni di persone colpite da una grave insicurezza alimentare

Oltre 1,2 milioni di persone in Libano, teatro di attacchi israeliani, affrontano una grave insicurezza alimentare. Lo ha riferito l’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha). La situazione umanitaria “rimane fragile e instabile” nonostante la proroga del cessate il fuoco.

Secondo l’Ocha, a causare questa situazione sono l’escalation delle ostilità a partire da marzo, gli sfollamenti su larga scala, l’interruzione dei mezzi di sussistenza e la diminuzione degli aiuti umanitari. Anche l’accesso all’acqua e all’assistenza sanitaria è ostacolato dai danni alle infrastrutture.

Ieri, 10:49

Al via il processo contro i due attivisti della Flotilla

Il processo contro i due attivisti della Flotilla inizia oggi, domenica, in Israele. I due imputati sono arrivati in tribunale.

Ieri, 08:21

Trump valuta la possibilità di ridurre ulteriormente i soldati in Europa

Donald Trump ha annunciato sul suo social Truth di “studiare e valutare una riduzione significativa delle truppe americane in Germania”, e che la decisione è imminente.

La dichiarazione segue lo scontro con il cancelliere Friedrich Merz, che ha accusato gli Usa di essere stati “umiliati” dall’Iran. Il Pentagono, sabato, aveva confermato il ritiro di 5’000 unità su 36’000 totali nei prossimi mesi, aprendo a ulteriori tagli dopo le tensioni con l’Europa e in linea con le politiche del primo mandato.

Nel mirino di Trump vi sono anche le “deludenti” Italia e Spagna, e l’Europa tutta, minacciate con la possibilità di ritirare uomini e basi. Si tratta di 90’000 militari e 40 strutture.

Ieri, 07:39

Piano iraniano articolato in 14 punti

L’Iran ha fatto pervenire al presidente statunitense Trump una proposta articolata in 14 punti. Questa prevede il termine di un mese per i negoziati su un accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz, per mettere fine al blocco americano e alla guerra in Iran e in Libano. Lo ha riportato, Axios citando fonti, secondo le quali, solo dopo il raggiungimento di un’intesa si avvierebbe un negoziato, volto a siglare un accordo sul nucleare.

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Medioriente: nuova proposta iraniana

Telegiornale 03.05.2026, 12:30

Ieri, 07:30

Trump esaminerà la proposta iraniana, ma non pensa che sarà accettabile

“Esaminerò a breve il piano che l’Iran ci ha appena inviato, ma non riesco a immaginare che possa risultare accettabile”, ha dichiarato Donald Trump sul suo social Truth. “Non riesco a immaginare sia accettabile, dal momento che non hanno ancora pagato un prezzo sufficientemente alto per ciò che hanno fatto all’umanità e al mondo negli ultimi 47 anni”, ha sottolineato in evidenza Trump.

2 maggio, 22:53

"Impensabile lo smantellamento delle basi USA in Europa, ma il segnale politico è forte"

Ci potrebbero essere delle riduzioni di truppe, ma non è immaginabile che ci possa essere uno smantellamento dell’infrastruttura militare statunitense in Europa. Lo dice a Seidisera RSI il politologo Mario Del Pero.

“Ci sono basi fondamentali - Ramstein, Aviano, Sigonella - per la logistica complessiva delle forze armate statunitensi, per i collegamenti tra una rete di proiezione globale delle capacità militari USA. E’ una rete che ha bisogno di queste basi, per una funzione operativa, logistica imprescindibile”, spiega Del Pero, che insegna storia degli Stati Uniti all’Università SciencesPo di Parigi.

E’ probabile che la decisione di ritirare alcune migliaia di soldati dalla Germania sia stata presa già prima dell’ultima controversia con il cancelliere tedesco Friedrich Merz. Alcuni piani del dipartimento della Difesa (che oggi si chiama dipartimento della guerra) indicavano questo.

Resta il dato di fatto di un segnale politico inequivocabile, viste le tempistiche e la forma di comunicazione: “Si ritiene di essere in una logica quasi antagonistica con l’Europa e si vuole punire, sanzionare un governo che ha preso una posizione molto dura verso gli Stati Uniti”.

La presenza militare statunitense in Germania, in termini di truppe, si è grandemente ridotta rispetto ai picchi di mezzo secolo fa, quando era di tre-quattro volte superiore a quella attuale.

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Mario Del Pero a Seidisera del 2.5.2026

RSI Info 02.05.2026, 22:35

2 maggio, 21:45

Iran sente Francia e Italia

I ministri degli Esteri di Iran e Francia hanno avuto una conversazione telefonica questa sera, durante la quale hanno discusso degli sviluppi relativi alla guerra di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Lo scrive al Jazeera.

Secondo una nota della diplomazia iraniana, il ministro degli Esteri Aragchi ha informato il suo omologo francese sugli sforzi strategici dell’Iran per porre fine alla guerra, mentre Jean-Noel Barrot, il ministro francese, ha espresso il sostegno della Francia ai colloqui diplomatici in corso e ha auspicato che questi portino a una pace e una sicurezza durature nella regione.

Nel pomeriggio il ministro degli esteri e vicepremier italiano Tajani ha riferito di avere avuto a sua volta un colloquio con l’omologo iraniano.

2 maggio, 21:39

Vicepresidente Parlamento: negoziati dipendono da tregua in Libano

Ali Nikzad, vicepresidente del Parlamento iraniano, ha dichiarato all’emittente televisiva libanese Al-Manar che la condizione posta dalla Repubblica islamica in qualsiasi negoziato con gli Stati Uniti è la garanzia che gli attacchi contro il Libano cessino completamente.

“Il fronte iraniano e il fronte del Libano meridionale sono un’unica entità, e la chiusura dello Stretto di Hormuz aveva lo scopo di permettere ai libanesi di vivere in pace”, ha affermato, riferendosi alla roccaforte di Hezbollah nel Libano meridionale. Nikzad ha poi aggiunto: “Hezbollah è l’anima dell’Iran, e l’Iran è l’anima di Hezbollah”.

2 maggio, 21:21

Una nave indiana attravera lo stretto di Hormuz

La Sarv Shakti, che batte bandiera delle Isole Marshall e trasporta oltre 46 mila tonnellate di gas liquefatto, ha attraversato lo stresso di Hormuz oggi. Lo ha fatto sapere il ministero dei trasporti indiano.

La nave dovrebbe attraccare nel porto indiano di Visakhapatnam il 13 maggio. Non è dato sapere se siano stati pagati dazi al governo di Teheran. Gli Stati Uniti hanno minacciato di sanzionare i paesi e gli armatori che decidessero di venire a patti con l’Iran per il passaggio dello stretto

2 maggio, 21:18

Premio Nobel Mohammadi in ospedale, è grave

L’iraniana Narges Mohammadi, premio Nobel per la pace 2023 per le sue prese di posizione a favore dei diritti delle donne e contro la pena di morte, è stata trasferita in un ospedale di Teheran dopo un “deterioramento catastrofico della sua salute” e una crisi cardiaca. Lo fa sapere una fondazione gestita dai suoi familiari.

La donna, che ha una cinquantina d’anni, è in carcere da molto tempo. La sua ultima condanna, a sette anni e mezzo di carcere, risale allo scorso febbraio, dopo un arresto in dicembre mentre commemorava la morte di un avvocato della dissindenza.

Il comitato per il Nobel reclama la sua immediata liberazione.

2 maggio, 21:11

Israele colpisce ancora il Libano

Nonostante un cessate il fuoco entrato in vigore il 17 aprile, Israele ha condotto questa sera una serie di attacchi sul sud del Libano, affermando di avere preso di mira una settantina di strutture militari di Hezbollah, smantellandone almeno 50.

L’esercito aveva in precedenza diffuso un appello a evacuare nove villaggi.

Dal canto suo, Hezbollah ha rivendicato diversi attacchi su obbiettivi israeliani, parlando di rappresaglie per la violazione del cessate il fuoco.

Israele ha anche confermato chje le sue forze hanno danneggiato un edificio religioso nel villaggio di Yaroun, sud del Libano. Un’assocazione cattolica francese ha denunciato un attacco ad un convento di suore greco cattoliche. Israele afferma che stava perseguendo un infrastruttura dei terroristi.

Soldati israeliani si trovano in una fascia di 10 chilometri oltre il confine tra i due paesi, in territorio libanese, dove stanno demolendo degli edifici. Il loro obbietivo, affermano, è proteggere il nord dello Stato ebraico dagli attacchi della milizia sciita filoiraniana.

Dal 2 marzo scorso - data di ripresa degli attacchi di Hezbollah a sostegno dell’Iran colpito dagli Stati Uniti e israele - gli attaccghi israliani in Libano hanno fatto oltre 2’600 morti e provocato lo sfollamento di un milione di persone. Diciassette soldati israeliani e un civile che lavorava per l’esercito sono morti in Libano.

2 maggio, 21:05

Trump: per bombardare non serve autorizzazione del Congresso

Donald Trump ha scritto allo speaker della Camera, Mike Johnson, una lettera per spiegare che le ostilità in Iran sono “terminate” e quindi non c’è bisogno di chiedere alcuna autorizzazione per una eventuale nuova guerra.

La Casa Bianca sostiene che il cessate il fuoco mediato dal Pakistane e in vigore dal 7 aprile abbia interrotto il conteggio dei 60 giorni dopo i quali il Presidente deve chiedere al al Congresso l’autorizzazione per continuare il conflitto.

Trump sa che il tempo a suo disposizione sta stringendo e i malumori stanno aumentando. Il conflitto piace agli americani meno di quello in Vietnam e le polemiche sono accese anche fra i repubblicani sulla questione dell’autorizzazione.

Le elezioni di metà mandato inoltre spingono il commander-in-chief a chiudere il dossier rapidamente e sperare che gli elettori si dimentichino per novembre della guerr

2 maggio, 21:02

Iran: probabile nuova guerra

“È probabile una nuova guerra tra Iran e Stati Uniti”, ha detto Mohammad Jafar Assadi, vice comandante delle forze armate iraniane, assicurando che il Paese è pronto a fronteggiare qualsiasi mossa ostile con “misure sorprendenti”.

La Repubblica Islamica starebbe riducendo da giorni, in modo proattivo, la produzione di petrolio per scongiurare una crisi degli stoccaggi su cui puntano gli Usa con il blocco dei suoi porti e il bombardamento dei depositi.

I piani americani per eventuali attacchi “brevi ed efficaci” sono pronti e sono già stati presentati a Trump. Per farli scattare manca solo il suo via libera.

2 maggio, 15:51

La proposta iraniana

Fine della guerra con la garanzia che Israele e gli Stati Uniti non attaccheranno di nuovo; riapertura dello Stretto di Hormuz da parte degli iraniani; revoca del blocco statunitense; colloqui sul programma nucleare iraniano in cambio della revoca delle sanzioni statunitensi; e riconoscimento da parte di Washington del diritto dell’Iran ad arricchire l’uranio per scopi pacifici, con l’Iran che però accetta di sospendere il processo.

Sono i cinque elementi sul tavolo al centro della proposta iraniana riferiti da un alto funzionario iraniano e riportati da Reuters sul suo sito. “In questo quadro, i negoziati sulla più complessa questione nucleare sono stati spostati alla fase finale per creare un clima più favorevole”, ha dichiarato il funzionario.

2 maggio, 12:48

Gli USA minacciano sanzioni a chi paga il pedaggio a Hormuz

Gli Stati Uniti avvertono le compagnie di navigazione che potrebbero subire sanzioni per aver effettuato pagamenti all’Iran al fine di attraversare in sicurezza lo Stretto di Hormuz. Lo scrive la Associated Press sul suo sito.

L’allerta, pubblicata venerdì dall’Ufficio per il Controllo dei Beni Esteri (OFAC) degli Stati Uniti, aggiunge un ulteriore livello di pressione alla situazione di stallo tra Stati Uniti e Iran per il controllo dello Stretto di Hormuz.

L’Iran ha iniziato a offrire ad alcune navi un passaggio sicuro deviandole su rotte alternative più vicine alla sua costa, a volte addebitando un pedaggio per il servizio. Questa pratica di “pedaggio” è al centro dell’avvertimento sulle sanzioni statunitensi. Le richieste di pagamento potrebbero includere trasferimenti non solo in contanti, ma anche “attività digitali, compensazioni, scambi informali o altri pagamenti in natura”, comprese donazioni di beneficenza e pagamenti presso le ambasciate iraniane, ha affermato l’OFAC.

2 maggio, 09:39

Libano, 13 morti in attacchi IDF nel sud del Paese

Raid israeliani nel sud del Libano hanno causato la morte di almeno 13 persone venerdì, secondo un nuovo bilancio diffuso dal ministero della Sanità libanese. Intanto l’esercito israeliano ha intimato agli abitanti di diverse città e villaggi del Paese di evacuare.

Stando ad un comunicato del ministero, otto persone, tra cui un bambino e due donne, sono state uccise e altre 21 ferite, tra cui due bambini e una donna, nei raid sul villaggio di Habbouch, che l’esercito israeliano aveva esortato ad evacuare nonostante il cessate il fuoco.

L’agenzia di stampa ufficiale libanese, NNA, ha riportato “una serie di intensi raid poco meno di un’ora dopo l’avvertimento israeliano”.

2 maggio, 09:18

Iran, giustiziati due uomini accusati di spionaggio per conto di Israele

L’Iran ha giustiziato sabato due uomini accusati di spionaggio per Israele. Uno di loro è stato incolpato di aver raccolto informazioni vicino al sito nucleare di Natanz, nella provincia centrale di Isfahan. Lo riferiscono i media iraniani.

Sito nucleare di Natanz

Sito nucleare di Natanz

  • Reuters (foto d'archivio)
2 maggio, 09:14

Iran: "Probabile ripresa della guerra contro gli USA"

Un responsabile militare iraniano ha dichiarato sabato che la ripresa del conflitto contro gli Stati Uniti è “probabile”. Dal canto suo Donald Trump si è dichiarato “insoddisfatto” della proposta di rilancio delle negoziazioni dell’Iran.

“È probabile una ripresa del conflitto tra Iran e Stati Uniti”, ha affermato Mohammad Jafar Asadi, ispettore aggiunto del comando delle forze armate Khatam Al-Anbiya, rimarcando che “i fatti hanno dimostrato che gli Stati Uniti non rispettano alcuna promessa o accordo”.

2 maggio, 09:05

Washington: lunghi ritardi nelle forniture di armi per gli alleati europei

Washington ha avvertito gli alleati europei, inclusi Regno Unito, Polonia, Lituania ed Estonia, di aspettarsi lunghi ritardi nelle consegne di armi statunitensi. Lo ha riferito venerdì il Financial Times.

Secondo quanto menzionato dal quotidiano economico-finanziario, la guerra contro l’Iran starebbe esaurendo le scorte di armi degli Stati Uniti. Reuters aveva infatti riferito il mese scorso, che funzionari statunitensi avevano informato alcune controparti europee riguardo al fatto che alcune consegne di armi precedentemente contrattate avrebbero potuto subire dei ritardi, sempre a causa del conflitto in Iran.

2 maggio, 08:52

USA, oltre 8 miliardi agli alleati del Golfo e a Israele

Il governo degli Stati Uniti ha aggirato il Congresso e ha approvato esportazioni di armi per un valore di oltre 8,6 miliardi di dollari a favore di alleati in Medio Oriente. Il Segretario di Stato Marco Rubio ha dichiarato uno stato di emergenza che rende necessarie vendite immediate a Israele, Qatar, Kuwait e Emirati Arabi Uniti (EAU), secondo quanto riferito dal Dipartimento di Stato americano. In questo modo viene meno l’usuale controllo parlamentare sulle transazioni di armamenti.

La maggior parte delle armi sarebbe destinata al Qatar, che riceverà rifornimenti per il sistema di difesa missilistico Patriot per 4 miliardi di dollari e sistemi d’arma di precisione per 992 milioni di dollari. Il Kuwait acquista un sistema integrato di gestione del campo di battaglia per 2,5 miliardi di dollari. Israele acquista sistemi d’arma di precisione per 992 milioni di dollari, gli Emirati Arabi Uniti per 148 milioni di dollari. Con questa mossa, Washington sottolinea anche il continuo sostegno ai suoi paesi partner.

2 maggio, 08:43

USA annuncia il ritiro di 5'000 militari dalla Germania

Il Pentagono ha annunciato venerdì il ritiro di circa 5’000 militari americani dalla Germania, entro un anno. La misura arriva dopo che Donald Trump ha espresso il suo disappunto nei confronti del cancelliere tedesco, Friedrich Merz, riguardo alla guerra in Iran.

Donald Trump aveva infatti evocato questa possibilità dopo che Merz, lunedì, aveva affermato che “gli americani (non avevano) visibilmente alcuna strategia” in Iran e che Teheran “umiliava” la prima potenza mondiale”.

“Prevediamo che il ritiro si concluderà nei prossimi sei-dodici mesi”, ha stimato il portavoce del Ministero della Difesa, Sean Parnell, in un comunicato.

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Nuova proposta iraniana per porre fine alla guerra

Telegiornale 01.05.2026, 20:00

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