La Commissione europea non commenta la stretta migratoria avviata nelle scorse ore da Donald Trump che ha chiuso le frontiere agli arrivi da sette Paesi a maggioranza islamica. A muoversi sono invece i singoli Governi europei: Francia e Germania hanno costituito un fronte comune contro la decisione. Altre contromosse sono inoltre in discussione al vertice euromediterraneo di Lisbona.
La questione sarà inoltre certamente evocata nei colloqui telefonici odierni del presidente americano con François Hollande e Angela Merkel. Inoltre dovrebbe parlare anche con il russo Vladimir Putin, il giapponese Shinzo Abe e l’australiano Malcolm Turnbull.
Bloccati e incarcerati
I primi effetti della nuova politica statunitense si sono fatti sentire subito. Diverse persone atterrate negli Stati Uniti sono stati fermate già venerdì sera e poste in detenzione provvisoria. Tra di loro anche due iracheni incarcerati a New York nonostante fossero in possesso di un visto valido. Uno (già impiegato dall'esercito a stelle e strisce in Iraq) è stato rilasciato all'incirca 24 ore dopo.
Il decreto esecutivo viene criticato da più parti (a Washington si sono mobilitati lanciando una petizione anche 12 premi Nobel e migliaia di professori universitari) e molti lo ritengono illegale. L’Unione americana delle libertà civili e molte altre organizzazioni lo hanno subito impugnato.
Diem/ATS
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