La giustizia turca ha condannato mercoledì a sette anni e nove mesi di prigione un poliziotto accusato di aver ucciso con un colpo d’arma da fuoco un manifestante durante i disordini del giugno 2013 a Ankara.
La corte ha riconosciuto al funzionario una serie di circostanze attenuanti: in particolare i giudici hanno ritenuto che sia stato vittima di provocazioni da parte dei manifestanti.
Il verdetto ha suscitato la collera dei familiari della vittima, che intendono fare appello. Anche associazioni di sinistra hanno protestato vigorosamente: centinaia di manifestanti hanno infatti urlato slogan ostili al regime di Erdogan fuori dall’aula del tribunale.
ATS/Red. MM.



