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Guerra in Ucraina

Ucraina, droni per abbattere i droni

Tecnologia statunitense ma anche “fatta in casa” per contrastare gli attacchi russi - Il reportage

  • Un'ora fa
  • 27 minuti fa
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I droni intercettori dell'esercito ucraino

Telegiornale 02.07.2026, 20:00

  • RSI
Di: Tomas Paggini ed Emilio Romeo (inviati RSI in Ucraina), servizio originale - pon, adattamento web

L’Ucraina ha urgente bisogno di sistemi antiaerei Patriot per difendersi dagli attacchi missilistici russi, mentre per proteggersi dai droni ricorre sempre più ad altri droni. Fra questi un intercettore arrivato dagli Stati Uniti, ideato da un’azienda della Silicon Valley e basato su sensori e intelligenza artificiale. Costa circa 15’000 dollari. Tecnologia bellica moderna, che sul teatro di guerra ucraino viene testata sul campo.

“Questo drone è progettato per individuare autonomamente bersagli aerei, inseguirli e distruggerli automaticamente. È molto affidabile ed efficace”, spiega l’esercito di Kiev. Gli uomini della 101esima Divisione autonoma antiaerea del 30esimo Corpo dei Marines delle Forze Armate ucraine intercettano droni come gli Shahed russi in un raggio di una quarantina di chilometri fra Mykolaiv e Kherson, nel sud del Paese. Si basano sulle informazioni che arrivano dall’alto e avvertono degli attacchi. Quando l’obiettivo viene rilevato dagli strumenti, viene preso di mira.

Un militare ucraino pilota di droni intercettori

Un militare ucraino pilota di droni intercettori

  • RSI

Tecnologie e competenze richieste in tutto il mondo

Esistono anche modelli ucraini più economici, ma comunque efficaci. Le tecnologie che Kiev ha sviluppato in questi quattro anni di conflitto ora sono richieste in tutto il mondo, ma secondo il portavoce dell’aviazione Yuriy Ignat “l’Occidente non è interessato solo alle soluzioni tecnologiche, ma anche alle tattiche di impiego. Puoi avere la tecnologia, ma senza il know-how non vai lontano. Puoi avere un radar o un intercettore e non sapere davvero come usarlo. È per questo che i nostri istruttori sono andati in Medio Oriente. Alla fine, la cosa più importante sono le persone. È l’esperienza sul campo”.

I soldati sul terreno hanno molto margine di manovra. Secondo il portavoce, “a decidere è l’equipaggio sul terreno. Se vedono, ad esempio, un drone da ricognizione, possono abbatterlo con un drone più economico e risparmiare quello più costoso per uno Shahed. In altre parole, decidono loro: hanno l’esperienza e scelgono quale drone impiegare contro ogni specifico bersaglio. Ed è fondamentale, perché - come sappiamo - i fondi sono limitati”.

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