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Tra gol sbagliati e corna in tribuna, così la magia scende in campo

Dal clamoroso errore di Kane dopo il sortilegio dello stregone ghanese ai riti di Messi e Ronaldo, fino alla storica condanna del Benfica. Quando lo sport si gioca tra scaramanzia, amuleti e maledizioni

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Jameis Winston, quarterback dei New York Giants, in tribuna per Costa d'Avorio-Nigeria con le corna da vichingo

Jameis Winston, quarterback dei New York Giants, in tribuna per Costa d'Avorio-Nigeria con le corna da vichingo

  • APS
Di: Rod 

Inghilterra-Ghana dello scorso 23 giugno, giocata al Boston Stadium di Foxborough, finisce zero a zero. A fare rumore non è tanto il risultato. Quanto un grossolano errore di Harry Kane che a pochi minuti dal triplice fischio spara alto sopra la traversa a pochi passi dal portiere avversario. Un errore che ha fatto discutere anche perché, nei giorni precedenti alla gara, Nana Kwaku Bonsam, noto guaritore e figura spirituale ghanese, aveva sostenuto di aver lanciato una sorta di maledizione nei confronti dell’attaccante inglese. Tanto che in diversi hanno legato l’errore del centravanti del Bayern Monaco alle dichiarazioni dello stregone africano.

Si tratta solo di suggestione? La logica direbbe di sì. Seppure non siano isolati i casi di maledizioni, o malocchi, lanciati dagli spalti verso gli atleti. E non soltanto in occasione di questi mondali. Un mese fa a Parigi, ad esempio, mentre il tennista italiano Berrettini si preparava a giocare una tie-break e a rispondere al servizio dell’argentino Cerundolo, le telecamere hanno immortalato la sorella di quest’ultimo che, seduta in prima fila, ha fatto il gesto delle corna verso l’azzurro. A conti fatti, un vero e proprio malocchio se, come scrive l’Enciclopedia Treccani, per malocchio s’intende «un potere malefico esercitato dallo sguardo» con il quale alcune persone, anche con l’uso «di amuleti e di riti», provano a incidere negativamente sulla vita di altre persone.

E diventato virale il video della sorella di Juan Manuel Cerundolo che nel corso del match contro Matteo Berrettini a Parigi fa dei gesti con le mani con la chiara intenzione di portare sfortuna al tennista azzurro

E diventato virale il video della sorella di Juan Manuel Cerundolo che nel corso del match contro Matteo Berrettini a Parigi fa dei gesti con le mani con la chiara intenzione di portare sfortuna al tennista azzurro

Già, gli amuleti. Non ne mancano in questi giorni negli Stati Uniti. E non sempre hanno a che fare con il malocchio. Anzi, spesso si tratta semplicemente di riti scaramantici, pratiche che, sempre secondo Treccani, non hanno altro che lo scopo «di respingere supposti influssi negativi attribuiti a situazioni, ambienti o addirittura a individui, per proteggersi dai quali vengono utilizzati rituali, scongiuri, formule magiche, nonché amuleti». Quindi, più una protezione che una maledizione in senso stretto. Fra questi, l’entrata in campo di Lionel Messi sempre con il piede sinistro. Quindi, prima di battere una punizione, il posizionamento a terra del pallone sempre con due mani facendo anche lo stesso numero di passi all’indietro. Un po’ come Cristiano Ronaldo con le sue ormai famose gambe divaricate prima dei calci piazzati, o l’uscita sempre per ultimo dallo spogliatoio oltrepassando la linea di bordo campo sempre con il piede destro.

La storia del calcio è piena di anatemi. Il più famoso, forse, è del 1962. Il tecnico ungherese Béla Guttmann trascinò il Benfica sul tetto d’Europa, vincendo la seconda Coppa dei Campioni consecutiva contro il Real Madrid. Quando l’allenatore chiese alla dirigenza un premio monetario, ricevette un rifiuto. Guttmann sbatté la porta e lanciò una sentenza da brividi: «Da qui a cento anni nessuna squadra portoghese sarà due volte campione d’Europa e il Benfica senza di me non vincerà mai una coppa europea». Da quella notte, in effetti, le “Aquile” di Lisbona hanno raggiunto la finale europea per ben otto volte (cinque in Champions League e tre in Europa League), uscendo sempre sconfitte. A nulla sono valse, insomma, le preghiere della leggenda Eusébio, che nel 1990 andò sulla tomba di Guttmann a Vienna per implorare il perdono.

Ma tornando ai mondiali di calcio, il mito esoterico più conosciuto resta probabilmente la maledizione di Tilcara. Nel gennaio del 1986, per preparare il mondiale in Messico, il ct Carlos Bilardo portò la squadra in ritiro a Tilcara, a 2’400 metri di altitudine. Schiacciati dalla fatica, i giocatori promisero alla Madonna locale che, in caso di vittoria, sarebbero tornati in pellegrinaggio per ringraziarla. L’Argentina di Maradona vinse quel mondiale, ma nessuno mantenne la promessa. Da quel momento la nazionale piombò in un digiuno planetario durato 36 anni, costellato da finali perse e sfortune, spezzato solo dopo che una delegazione di campioni del ’86 tornò nel villaggio andino per fare ammenda prima del trionfo in Qatar nel 2022.

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01:18

Mondiali, le dichiarazioni di Harry Kane (LA2 Sport Live 01.07.2026, 18h00)

RSI Sport 01.07.2026, 20:27

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