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La guerra nei campi

Ucraina, si miete il grano sotto i droni

Nella regione di Kherson, liberata dalle mine russe, gli agricoltori fanno i conti con la nuova minaccia dei velivoli senza pilota che incendiano i raccolti

  • Un'ora fa
  • 35 minuti fa
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Ucraina: l'agricoltura e la guerra

Telegiornale 28.06.2026, 20:00

Di: Tomas Paggini (inviato RSI in Ucraina), servizio originiale - Redazione RSI Info, adattamento web

È in pieno corso la mietitura del grano in Ucraina. Nonostante la guerra, Kiev resta tra i maggiori esportatori mondiali di grano. Si lavora anche nella regione di Kherson, dove all’inizio del conflitto oltre 500’000 ettari di terreno agricolo erano stati minati dalle forze russe.

Il territorio è stato quasi interamente liberato dalle mine nel corso degli ultimi anni, ma i problemi non sono finiti. Nei primi tempi, mentre si cercava di rimettere in sicurezza i campi, si coltivava comunque. Si seminava e si raccoglieva pur continuando a trovare ordigni inesplosi, anche dopo le operazioni di sminamento.

La minaccia dall’alto: i droni

Oggi la minaccia arriva dal cielo. I droni - non solo quelli a lungo raggio, ma anche i modelli più piccoli - rendono il lavoro nei campi sempre più pericoloso. “Quest’anno, quando i droni hanno iniziato a raggiungerci, è diventato chiaro che così non si poteva andare avanti, che era davvero troppo pericoloso”, ha dichiarato alla RSI uno degli agricoltori della regione. “Basta una scintilla e tutto prende fuoco”

Pochi giorni fa, quattro appezzamenti di altrettanti agricoltori sono andati a fuoco dopo l’abbattimento di un drone: un anno intero di raccolto perduto in poche ore.

SheriY Kosyuk, il direttore della cooperativa

SheriY Kosyuk, il direttore della cooperativa

  • RSI

Il direttore di una cooperativa agricola della regione aveva abbandonato la fattoria durante l’occupazione russa. Al suo ritorno, tre anni e mezzo fa, trovò tutto raso al suolo. Ci sono voluti due anni per sminare e ricostruire. Ora, oltre al pericolo fisico, pesano i costi della logistica: i trasportatori chiedono tariffe molto più elevate per raggiungere Kherson e assumersi il rischio di essere colpiti.

La guerra impone le sue regole anche all’agricoltura. “Abbiamo capito che questa guerra non finirà presto e quindi l’anno prossimo dovremo lavorare in modo diverso”, ha spiegato alla RSI Sheriy Kosyuk, il direttore della cooperativa. “Seminare grandi campi di grano non ha senso: brucia facilmente.”

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