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Vertenza fiscale, apertura di Monti

Il premier chiede però un passo indietro sui ristorni

  • 01.05.2012, 14:50
  • Ieri, 11:36
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Il governo italiano sembra aver cambiato orientamento in tema di frontalieri e fisco. Finora il presidente del Consiglio Mario Monti aveva premuto per un accordo globale tra Svizzera e Unione europea.

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  • La corrispondenza di Gabriele Fontana

    RSI Info 01.05.2012, 14:53

Ora, in base a dichiarazioni rese a margine della seduta del Consiglio dei ministri di ieri sera, viene ventilata la possibilità di un’intesa fiscale con Berna, se verrà preliminarmente risolta la questione dei ristorni congelati (per metà) dal Cantone Ticino, in violazione dell’accordo italo-svizzero del 1974 sui frontalieri.

Monti: il Ticino ha violato due accordi internazionali

La decisione del Canton Ticino, ha espressamente detto il premier italiano, "viola due accordi internazionali sui lavoratori frontalieri e quello successivo sulle doppie imposizioni". Pertanto, "l'eventuale ripresa come richiesto dalla Svizzera all'Italia del negoziato sulla convenzione bilaterale sulla doppia imposizione ha come precondizione inderogabile il rispetto degli accordi vigenti e il ripristino delle condizioni di legalità nei rapporti internazionali".

"Se ci saranno, e può essere che ci siano, segnali positivi su questo fronte considereremo l'intera materia. Per noi - ha concluso Monti - è pregiudiziale avere il rispetto di questa condizione bilaterale".

In Ticino l'annuncio è stato salutato positivamente . "Si tratta di un passo nella giusta direzione", ha commentato a caldo il presidente del Governo Marco Borradori secondo il quale "siamo pronti a sbloccare i ristorni ma è necessario che parole si passi ai fatti".

Appello dei partiti

Il nuovo corso viene dopo la presa di posizione delle associazioni economiche ticinesi, favorevoli a una ripresa delle trattative, e delle recenti intese sulla doppia imposizione raggiunte da Berna con Londra, Vienna e, da ultimo, con Berlino, che hanno contribuito a far sgretolare il fronte, peraltro non granitico, europeo. Inoltre, proprio negli scorsi giorni, vari esponenti del PdL, IdV e PD si erano espressi a favore di un accordo con imposta liberatoria sui capitali non dichiarati che consoliderebbe le casse statali italiane.

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