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Vestiti eleganti per chi non può permetterseli

A San Paolo, l’ONG Guardaroupa Social aiuta giovani laureate a presentarsi in modo adeguato per i primi impieghi formali

  • 40 minuti fa
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Colloquio di lavoro: è l'abito a fare la differenza?

Prima Ora 22.05.2026, 18:00

Di: Emiliano Guanella, da San Paolo

Una ONG che aiuta chi non ha le possibilità a vestirsi in maniera adeguata per i primi impieghi formali ad inizio carriera. “Guardaroupa Social” è un’idea nata a San Paolo cinque anni fa e che è cresciuta grazie all’apporto di centinaia di donatrici.

Decine le beneficiarie del programma che consiste nella donazione di un kit di capi di abbigliamento a giovani laureate che entrano, con stage o internship in grandi ditte, studi legali, agenzie e piccole o medie aziende. Un’iniziativa nata grazie all’intuizione di Julia Toledo, avvocata di formazione, che ha vissuto il problema del vestirsi adeguatamente agli inizi della sua carriera. “Vestirsi in maniera formale costa molto caro in Brasile. Chi esce dalla facoltà o chi fa uno stage durante gli studi non può permettersi di comprare un tailleur formale, una camicia elegante, delle scarpe o una borsa a tono. Vestirsi bene è importantissimo in determinati ambienti, non arrivare sul posto di lavoro con l’abito adeguato può frenare la propria crescita professionale. Le professioniste ormai arrivate conoscono bene questo problema e per questo donano a noi i capi che non usano più”, spiega alla RSI.

Un’economia circolare nel nome della solidarietà e dell’empatia per chi sta muovendo i primi passi. Nella sede di San Paolo ci sono sempre delle consulenti di moda che spiegano come abbinare i capi, come scegliere i tessuti, come puntare su elementi intercambiabili che permettono diverse combinazioni.

Julia Toledo, presidente Guardaroupa Social

Julia Toledo, presidente Guardaroupa Social

  • RSI

Aprirsi anche all’universo maschile

“Molte ragazze – spiega una delle consulenti – non si sono mai potute permettere una giacca elegante o un soprabito particolare. Cerchiamo di aiutarle a costruire uno stile che possa contribuire a farle crescere nei rispettivi lavori”.

Periodicamente vengono organizzati anche incontri con specialisti in ricerca e selezione del personale che insegnano a scrivere un curriculum vitae, ad usare i social media, a promuoversi e valorizzarsi per cercare nuove opportunità. L’idea, in futuro, è aprire anche all’universo maschile. “Per gli uomini – spiega Julia Toledo - è più semplice vestirsi, ma questo non vuol dire che tutti possono permettersi quattro o cinque abiti da lavoro con camicie, cravatte e scarpe. Saremo felici di aiutarli, se riceveremo le donazioni di questi capi”.

A volte, si sa, la cosa più difficile è fare i primi passi nella carriera. È decisamente meglio se l’abito ti accompagna.      

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