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Brennero, riapre l’autostrada ma il nodo merci resta irrisolto

Dopo la protesta ambientalista in Tirolo, torna la viabilità al valico - Per l’Italia l’asse viario resta strategico, da qui passa una quota decisiva degli scambi su gomma con l’Europa

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La protesta di sabato sull’autostrada A13 del Brennero contro il traffico di transito

La protesta di sabato sull’autostrada A13 del Brennero contro il traffico di transito

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Di: SEIDISERA - Francesca Torrani / sdr 

L’autostrada del Brennero è stata riaperta sabato alle 18.37, in leggero anticipo rispetto al previsto. Il collegamento viario era stato chiuso alle 10.30 e per tutta la giornata per una manifestazione ambientalista a Matrei, in Tirolo.

Con la riapertura alla circolazione del tratto austriaco, è stato riaperto anche il versante italiano, chiuso fino a quel momento a Vipiteno. Non si registrano comunque code di mezzi in attesa e sono pochi i veicoli che hanno ripreso il viaggio.

“La popolazione si è comportata in modo responsabile e ha seguito i consigli da noi diffusi in precedenza, evitando così ingorghi di grandi proporzioni” ha detto il presidente della Provincia, Arno Kompatscher.

Il sindaco di Gries am Brenner, Karl Mühlsteiger, promotore del blocco autostradale, ha rivendicato l’introduzione, in Austria, del sistema svizzero di tariffe per i TIR che dimezzerebbe, secondo lui, il traffico.

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Traffico sull'autostrada del Brennero

SEIDISERA delle 18.00 del 30.05.2026: Il servizio di Francesca Torrani sul Brennero

RSI Info 30.05.2026, 19:41

  • Immagine d'archivio Imago

Il valico pesa sull’economia italiana

Il blocco del Brennero ha irritato l’Italia, che da tempo contesta le restrizioni al traffico lungo uno dei principali assi commerciali europei. Roma difende la libera circolazione delle merci e ha portato la questione anche davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea, sostenuta dalla Commissione europea. La sentenza è attesa entro la fine del 2026. Ma quanto conta davvero il Brennero per l’economia italiana? Moltissimo, secondo Oliviero Baccelli, docente di politica dei trasporti all’Università Bocconi di Milano. Il valico, spiega alla RSI, è “di gran lunga il principale” per il traffico merci su strada: ogni anno viene attraversato da oltre 2,4 milioni di camion.

La sua importanza non riguarda soltanto i rapporti tra Italia e Austria. Le merci che passano dal Brennero viaggiano lungo direttrici molto estese, dirette verso la Germania, l’Europa centro-orientale e persino la Scandinavia. Per questo, sottolinea Baccelli, la rilevanza socioeconomica del valico è particolarmente elevata. Basti pensare che l’89% degli scambi tra Italia e Germania avviene su strada e che la Germania rappresenta la prima direttrice dell’interscambio italiano. Secondo le stime citate dall’esperto, almeno il 25% dell’interscambio nazionale passa su gomma attraverso il Brennero.

Le autorità tirolesi giustificano le limitazioni al transito anche con motivazioni ambientali e con la necessità di tutelare i territori attraversati. Una priorità comprensibile, osserva Baccelli, ma le misure adottate producono anche effetti distorsivi. Le restrizioni, infatti, riguardano gli orari, le tipologie di merci trasportate e le strade percorribili all’interno del territorio austriaco. In questo modo, sostiene l’esperto, gli operatori italiani del trasporto risultano penalizzati rispetto a quelli austriaci, che possono più facilmente aggirare i vincoli. “Questo sistema di distorsioni avvantaggia poi gli operatori austriaci”, chiosa lo studioso.

In attesa della galleria di base del Brennero

La questione resta dunque aperta sul piano politico e giuridico. L’Italia contesta le misure anti-transito tirolesi perché le considera un ostacolo alla libera circolazione delle merci nel mercato unico europeo. L’Austria e il Tirolo, dal canto loro, richiamano la pressione ambientale e infrastrutturale su un territorio alpino già fortemente attraversato dal traffico pesante. Sul lungo periodo, la principale risposta dovrebbe arrivare dalla galleria di base del Brennero, la cui inaugurazione è prevista nel 2032. L’opera ferroviaria è considerata la soluzione strutturale per alleggerire l’autostrada e trasferire una quota maggiore di traffico dalla gomma alla rotaia. Ma resta il problema di come gestire i prossimi anni. Per l’esperto non esistono soluzioni semplici. Una parte delle infrastrutture di accesso al sistema autostradale del Brennero mostra infatti una “chiara obsolescenza tecnica”. L’autostrada è a due corsie, sopporta forti flussi turistici e, nei periodi di picco, questi si sovrappongono al traffico merci, generando congestione.

Le possibili soluzioni temporanee

Nel medio periodo, il docente indica alcune possibili misure. “Le soluzioni non sono semplici, dice, anche perché è in corso una chiara obsolescenza tecnica di alcune delle infrastrutture di accesso al sistema autostradale del Brennero. Le soluzioni sono quelle di distribuire temporalmente i traffici in maniera diversa. Quindi sarebbe necessario introdurre degli schemi incentivanti per riuscire a distribuire, anche in orari notturni, alcune tipologie di traffico. Ovviamente il supporto del sistema ferroviario intermodale deve essere valorizzato al massimo. Pertanto ci sono una serie di strumenti che possono essere attivati nel medio periodo per accompagnare lo sviluppo del grande asse, che è oggettivamente l’unica vera soluzione in quel contesto in cui l’autostrada ha già un obsolescenza tecnica notevole: è solo a due corsie, è soggetta a fenomeni di flussi turistici con dei picchi estremi che si vanno a sovrapporre anche coi traffici merci. Pertanto, ci sono spesso anche problemi di congestione”.

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Mattinata al Brennero senza caos

Telegiornale 30.05.2026, 12:35

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