Guerra in Ucraina

Zaporizhzhia, “I russi vogliono rendere inabitabile la città”

Intervista a Ivan Fedorov, governatore militare del grande centro industriale che dista ormai solo una quindicina di chilometri dal fronte

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Auto carbonizzate dopo un attacco aereo
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Guerra in Ucraina, il reportage da Zaporizhzhia

Telegiornale 12.02.2026, 12:30

  • Ugo Lucio Borga/RSI
Di: Davide Maria De Luca, collaboratore RSI dall’Ucraina

Il fronte è ormai a quindici chilometri dalla periferia di Zaporizhzhia, una delle ultime grandi città industriali dell’Ucraina. In questa area le linee di combattimento erano rimaste ferme per quasi tre anni, ma dalla scorsa estate, questa regione situata subito a ovest del Donbass, è diventata una delle direzioni dove gli scontri sono più intensi.

“Negli ultimi sei mesi i russi hanno effettivamente ottenuto dei risultati nei territori del fronte e sono avanzati. Ma non sono certo risultati tali da consentirgli di dire di aver vinto”, dice Ivan Fedorov, governatore militare della regione, intervistato in un luogo della città di 700’000 abitanti che ci viene chiesto di non esplicitare.

Nominato personalmente dal presidente, Volodymyr Zelensky, nel febbraio del 2024, quando aveva appena 36 anni, Fedorov guida l’amministrazione dell’intera regione di Zaporizhzhia. Ma la sua responsabilità principale è quella di mantenere in funzione il capoluogo regionale.

“Zaporizhia è una delle più grandi città industriali dell’Ucraina e se dovessimo perdere tutti gli ingegneri, i nostri specialisti che ci abitano sarà come perdere tutte le nostre fabbriche”, dice Fedorov.

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Difficile sopravvalutare l’importanza strategica della città, sede di stabilimenti storici, come l’immenso stabilimento Zaporizstahl, dove si produce il 40% di tutto l’acciaio del Paese, o la fabbrica di motori Motor Sich. “La nostra città è un bersaglio speciale per i russi - dice Fedorov - Mosca vuole rendere inabitabili le regioni vicine al fronte. È il loro obiettivo principale. Perché le città disabitate sono più facili da occupare”.

Mentre i militari si occupano della difesa attiva della città, al governatore è lasciato tutto il resto. Come ad esempio, l’installazione delle “reti anti droni”, erette lungo le strade principali. Fedorov dice che in città stanno implementando questo sistema di difesa da oltre un anno e sono arrivati a disporre oltre cento chilometri di reti.

Reti anti-droni nella periferia meridionale

Reti anti-droni nella periferia meridionale

  • Ugo Lucio Borga/RSI

In pochi hanno lasciato Zaporizhzhia negli ultimi mesi, ma il discorso è diverso nei villaggi vicini al fronte. Ogni giorno, i volontari responsabili delle evacuazioni portano in città decine di persone prelevate dai villaggi che si trovano sulla linea del fuoco. “La situazione è difficile - dice Fedorov - Ma non possiamo ancora parlare di grandi numeri, siamo a circa un migliaio di evacuati negli ultimi sei mesi”.

Come nel resto dell’Ucraina, la campagna aerea che i russi hanno lanciato contro Zaporizhzhia ha preso di mira soprattutto le infrastrutture energetiche e quelle legate al riscaldamento. Oggi in città c’è corrente per meno di mezza giornata e di solito si alternano 4-5 ore di luce ad altrettante di blackout.

La famiglia Zhydkov, arrivata a Zaporizhzhia dal fronte una settimana

La famiglia Zhydkov, arrivata a Zaporizhzhia dal fronte una settimana

  • Ugo Lucio Borga/RSI

L’inverno insolitamente rigido si è rivelato un prezioso alleato per i russi. “Non ricordo temperature così basse e per così a lungo. E non ricordo nemmeno un inverno con così tanta neve”, dice Fedorov. Quando i russi mettono a segno un colpo contro le centrali utilizzate per il riscaldamento centralizzato, migliaia di persone si ritrovano di colpo al freddo, con temperature che in questa parte dell’Ucraina sono scese fino a -15 gradi. “Zelensky mi chiama tutti i giorni - dice Fedorov - E ci ordina di non andare a dormire fino a che non abbiamo ripristinato il riscaldamento a tutti”.

Fedorov ammette che la situazione a Kiev, è molto più difficile - nella capitale le ore di elettricità sono appena due al giorno e gli edifici senza riscaldamento sono più di mille dall’inizio di gennaio. “Abbiamo inviato molti generatori a Kiev, la situazione è incredibile”. E per quanto riguarda la sua città, si dice sicuro che i russi non avranno la meglio, né con i loro bombardamenti, né con i loro assalti: “È impossibile spezzarci. Noi resteremo qui”.

Una postazione ucraina apre il fuoco vicino a Bakhmut, nella regione di Donetsk

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