Se la incontraste su una spiaggia, probabilmente non le dareste grande valore. Sembra una pietra cerosa, irregolare, modellata dal mare. Eppure, quel blocco apparentemente anonimo può valere una piccola fortuna. È l’ambra grigia, uno dei materiali naturali più rari che esistano.
La si sente spesso chiamare “vomito di balena”, un soprannome efficace ma errato: non è vomito e non proviene da una balena, bensì dal capodoglio (Physeter macrocephalus), una specie di cetaceo diversa.
Meglio cardi che mais
Serotonina 25.03.2026, 09:00
Contenuto audio
Che cos’è e perché è così rara
L’ambra grigia nasce nel corpo di una minima percentuale di capodogli: circa l’1% degli individui ne produce davvero. Un dato che, da solo, basta a spiegare l’enorme valore legato a questo materiale. Una percentuale minima che basta, da sola, a spiegare il valore stratosferico che può raggiungere persino le centinaia di migliaia di dollari al chilo.
Malgrado il suono nome, non ha nulla a che vedere con l’ambra fossile, la resina dalle sfumature giallo-arancioni usata in gioielleria, né con l’“ambra” delle piramidi olfattive dei profumi. È un oggetto completamente diverso, con una storia tutta sua.

Una teoria lunga mezzo secolo
Il biologo britannico Robert Clarke ha dedicato decenni allo studio dell’ambra grigia – tanto da pubblicare un libro (The origin of ambergris) - e la sua ipotesi è oggi la più condivisa. I capodogli si nutrono di grandi quantità di calamari, i cui becchi cornei sono difficili da digerire. Di solito vengono espulsi, ma in alcuni casi arrivano nell’intestino dell’animale, dove diventano il nucleo attorno al quale si accumulano materiali fecali compattati.
Strato dopo strato, questo “conglomerato” cresce, si indurisce, e può perfino danneggiare l’animale. Solo quando l’intestino si lacera o il tappo si stacca, l’ambra grigia viene rilasciata in mare. La tesi principale di Clarke è che l’ambra grigia non è una secrezione normale, ma il risultato di un processo patologico intestinale nei capodogli, causato dall’accumulo di parti non digeribili dei calamari.
Una volta in mare, l’ambra grigia inizia un altro viaggio. Il mare la leviga e la ossida. E cambia l’odore e il colore del materiale, che diventa via via più prezioso. Dopo settimane o mesi di onde e sole, quel blocco ceroso può arenarsi su una costa: a raccoglierlo può essere un pescatore, un passante, o qualcuno che non immagina nemmeno di tenere in mano un piccolo tesoro.
Ambra grigia
RSI Info 22.03.2024, 12:23
Dove si trova
L’ambra grigia può esser trovata ovunque vivano capodogli. In pratica, i ritrovamenti sono più frequenti in alcune regioni come Sri Lanka, Mozambico, Sudafrica e Nuova Zelanda, per non citarne che alcune.
Chi riesce a trovarne un pezzo non è quasi mai un cercatore professionista: più spesso è un pescatore che la recupera con le reti o la vede galleggiare tra le onde.
I principali acquirenti si trovano invece in Francia, cuore della profumeria mondiale. Ma anche in India, dove viene impiegata nella medicina tradizionale, e in altre regioni è ricercata per le sue presunte proprietà afrodisiache.

L'ambra grigia è un elemento molto ricercato in profumeria
Un mercato pieno di sfumature e di divieti
Il commercio dell’ambra grigia in alcuni Paesi è vietato: negli Stati Uniti, ad esempio, il capodoglio è una specie protetta e la vendita è proibita; lo stesso in Australia. In India il materiale è considerato proprietà del Governo e la sua compravendita non autorizzata è illegale.
Al contrario, in Canada, Regno Unito e nell’Unione Europea il commercio è permesso: l’ambra grigia viene considerata una secrezione naturale, non legata alla caccia o all’uccisione dell’animale.
L’ambra grigia è un paradosso affascinante: nasce da un processo biologico particolare, attraversa gli oceani come un relitto prezioso e finisce nelle fragranze più raffinate del mondo. Un oggetto raro, in cui scienza, mito e cultura s’incontrano in un modo che continua a stupire da secoli.






