Ticino e Grigioni

La zanzara tigre vola in classe

Da quest’anno, un Quaderno didattico creato dalla SUPSI permette agli allievi ticinesi di diventare divulgatori e di contribuire alla prevenzione - Flacio: “La situazione zanzara tigre in Ticino è buona: i cittadini ci seguono e si vedono i risultati”

  • Un'ora fa
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Materiale didattico per la zanzara tigre

Il Quotidiano 30.04.2026, 19:00

Di: Il Quotidiano-Giuditta Wiesendanger/DC 

È definita una zanzara cittadina, si adatta agli ambienti urbani e si riproduce in piccoli ristagni d’acqua creati dagli esseri umani. La zanzara tigre punge di giorno e la vicinanza alle persone la rende problematica, visto che potenzialmente è vettore di virus. Da più di 20 anni nella Svizzera italiana si lotta attivamente per arginarne la proliferazione. E i risultati, come ha spiegato Eleonora Flacio, ricercatrice senior all’Istituto di microbiologia della SUPSI, si vedono: ”La situazione zanzara tigre in Ticino è buona: c’è, però complessivamente riusciamo a contenerla perché le sue densità negli anni rimangono abbastanza costanti e stanno leggermente diminuendo. Vuol dire che col tempo i cittadini cominciano a seguirci in modo più assiduo e questo si vede nei risultati”.

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  • Keystone

La prevenzione entra nelle scuole

Da quest’anno si sta agendo anche dal basso, sul piano didattico. Il Dipartimento Formazione Apprendimento (DFA) ha infatti realizzato un nuovo quaderno destinato ai docenti di tutti gli ordini scolastici: La zanzara tigre vola a scuola. Si tratta di uno strumento che propone agli studenti di lavorare sui concetti di responsabilità e cittadinanza attiva, attraverso attività sperimentali, osservazioni sul campo e analisi di dati. Il controllo più efficace sulla zanzara tigre è su larve e focolai: gli allievi possono identificare i siti in cui le zanzare depongono le uova, fare analisi in laboratorio e contribuire all’allevamento e al rilascio di maschi sterili che, accoppiandosi con le femmine, non fecondano le uova.

“Le scuole sono il futuro”, spiega Eleonora Flacio, “in più trovo che i ragazzi siano molto più attenti che gli adulti: hanno una capacità diversa di capire le cose e sono degli ottimi divulgatori”. Simone Peduzzi, docente e curatore del quaderno aggiunge: Loro imparano a scuola in maniera attiva delle competenze che poi traslano e portano nelle loro famiglie, questo vuol dire che poi le famiglie impareranno ciò che hanno appreso scuola i loro figli. L’idea è di avere questa cassa di risonanza, che permetta di estendere questa cultura scientifica in tutta la società”. Le attività proposte nel quaderno sono già state testate con successo in alcune classi.


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