Al cinema hanno salvato il piccolo Kevin in “Mamma ho riperso l’aereo” e hanno fatto emozionare il pubblico nel recente “Little Wing”. Popolano le città svizzere così come quelle di altre nazioni e hanno reso ancora più iconiche alcune piazze mondialmente note come piazza San Marco a Venezia o quella del Duomo a Milano.
Stiamo parlando dei piccioni. Quelli che spesso sono considerati degli abitanti invadenti delle città rivelano, a uno sguardo più attento, una storia naturale ricca di sorprese. La Columbia livia domestica, questo il nome latino del piccione domestico, è infatti un uccello che si è molto ben adattato alla vita in contesti urbani: sfrutta ponti, cornicioni e tunnel per vivere e nidificare, così come le diverse fonti di cibo che noi esseri umani mettiamo, indirettamente e direttamente, a disposizione.
Una vita da piccione
Il giardino di Albert 16.05.2026, 17:00
È partendo da questo punto di vista che il documentario Una vita da piccione diffuso recentemente dal giardino di Albert vuole presentarci la vita di questi volatili, in particolare quelli di Londra e New York. Al di là delle problematiche legate alla gestione di questi animali in città, la puntata del giardino di Albert vuole anche mettere in luce le qualità evolutive di questi uccelli, illustrando la loro capacità di leggere la città con una finezza sorprendente: dalla memoria visiva che permette loro di orientarsi tra strade e skyline, all’abilità di distinguere colori, forme e odori.
Capacità che li rendono tra gli specialisti urbani più riusciti del pianeta. Una vita da piccione è un racconto di adattamento, intelligenza e resilienza. Un invito a scoprire il lato nascosto di un animale che vive a un passo da noi, e che della città ha fatto, con coraggio e ingegno, il proprio habitat naturale. Un modo curioso di osservare da vicino una specie, la cui fama è spesso legata alle problematiche che genera negli spazi urbani, come deiezioni e sporcizia.
https://rsi.cue.rsi.ch/info/svizzera/Troppi-piccioni-Basilea-Citt%C3%A0-al-voto--3745756.html
Ogni città ha la propria strategia per liberarsi dei piccioni. C’è chi già oggi ne abbatte un certo numero ogni anno per tenerne sotto controllo gli effettivi, e c’è anche chi presto voterà per decidere la sorte di questi uccelli.
È il caso di Basilea Città, la cui popolazione il prossimo 14 giugno deciderà se accettare o meno un metodo di gestione che prevede l’installazione di piccionaie controllate, in maniera che i piccioni nidifichino in queste strutture e non ovunque negli spazi urbani. L’obiettivo è di controllare le nascite, sostituendo le uova con esche, un metodo già utilizzato con successo a Berna.
https://rsi.cue.rsi.ch/info/svizzera/Trent%E2%80%99anni-fa-l%E2%80%99esercito-smise-di-usare-i-piccioni-viaggiatori--2252219.html
Uccelli non sempre apprezzati quindi, ma l’aspetto curioso è che se i piccioni nascono con una livrea bianca, ebbene non sono più piccioni, ma colombe. Simboli universali di purezza, pace e spiritualità. Geneticamente, sono lo stesso animale: la Columba livia. Una semplice variante fenotipica che però, nell’immaginario collettivo, fa una gran differenza.
E i piccioni sono legati ad un altro fatto particolare: sono gli unici volatili ad aver prestato servizio attivo nell’esercito svizzero per ben 77 anni e ad aver trasportato messaggi con una velocità media di 60 km/h! Sono quindi stati i precursori degli attuali sistemi di messaggistica. Un legame indiretto con la tecnologia che è stato pure alla base di un celebre pesce d’aprile, quando Google annunciò che il proprio motore di ricerca non funzionava grazie ad algoritmi sofisticati, bensì grazie ai piccioni.
https://rsi.cue.rsi.ch/info/dialogo/Piccioni-abbattere-catturare-o-sterilizzare--3542008.html
Insomma, i piccioni sono animali che suscitano emozioni contrastanti: da un lato sono apprezzati dal punto di vista evolutivo, ecologico e storico, dall’altro non sono quasi mai pienamente tollerati in città. L’esperienza insegna che una convivenza è possibile e che la loro gestione può basarsi su metodi etici e rispettosi della specie.











