Era il
21 agosto del 2015 quando l'ala più radicale di Syriza (il partito di Alexis Tsipras) decise di dar vita a un nuovo partito: "Unità popolare". A guidarlo l'ex ministro dell'Energia
Panagiotis Lafazanis . Tra i cofondatori
Dimitris Stratoulis, ex ministro delle Assicurazioni sociali. Così, mentre gli occhi dell'Europa sono puntati sul confine macedone dove, a
Idomeni in particolare, migliaia di migranti in fuga premono per aprirsi un varco verso la speranza,
Lef Dakalakis ha incontrato proprio l'ex ministro Stratoulis e, con lui, diversi pensionati greci che, senza speranza, ormai vivono da tempo.
"La Grecia, oggi, sa solo esigere tasse dai suoi cittadini senza offrire loro nulla in cambio"
"Mi sento come fossi caduto da un grattacielo", confessa Ioannis Kotrotsios, ex pompiere, andato in pensione, come era prassi in Grecia, a 50 anni. "Non so in quale altro posto del mondo lo Stato ti dice: ti ho mangiato i soldi e ora ti taglio la pensione per la quale hai pagato le tasse", aggiunge, sconsolato, Christos Papadeas, che in cinque anni si è visto decurtare la pensione del 30% e che ora è arrabbiato, molto arrabbiato. "Ci sono stati - spiega l'ex minisro Stratoulis - dal 2010, quando la Grecia firmò il primo piano di austerità, undici tagli consecutivi alle pensioni che sono diminuite fino al 50%. Attuare la dodicesima riduzione (quella che logicamente dovrebbe arrivare in applicazione degli accordi del luglio 2015, ndr) sarà come tagliare la vita stessa dei pensionati. Siamo sull'orlo di una nuova crisi di Governo".
m.c.





