C'è una protesta, in Grecia, che solo di tanto in tanto riesce a distrarre l'attenzione dei media internazionali. È quella dei contadini, degli agricoltori. La politica ha voltato loro le spalle. "Abbiamo ipotecato tutto: la casa, i terreni. Solo le nostre mogli non abbiamo ipotecato". Da qualche tempo hanno lasciato i campi. Alcuni si sono recati ad Atene a protestare davanti al ministero. Altri, invece, con i loro trattori, si sono accampati in strada tra Nikaia e
Larissa, nella Grecia centrale.
Qui la protesta dei contadini dura da un mese
Lef Dakalakis si è recato al posto di blocco dei contandini. Ha trascorso, con loro, una notte nella quale Spyros Tsiotinos, nel sindacato degli agricoltori dal 1974, cuoco diplomato, ora settantenne, gli ha raccontato la sua storia. "Sono in pensione, ma sono qui perché qualcuno deve ascoltarci. Il Governo, questo governo, ci ha abbandonati. Ha aumentato le tasse, ma quello che ci propone, come pensione, sono 280 euro al mese. Io ho un figlio agricoltore. In queste condizioni non potrà sopravvivere".
m.c.





