Sono seimila le isole della Grecia. Quelle abitate sono 227, ma solo quelle più grandi riusciranno a restare tali, pur tra le mille difficoltà che la crisi economica e i patti con la troika hanno imposto alla Grecia. L'ultimo "colpo", in ordine di tempo: la soppressione dell'imposta sul valore aggiunto (IVA) agevolata. Sei isole "maggiori" sono già state colpite dal provvedimento il 1. ottobre 2015: Santorini, Mykonos, Naxos, Paros, Skiathos e Rodi (dove si è recato per noi Lef Dakalakis). Entro il mese di giugno di quest'anno verrranno raggiunte anche da isole meno sviluppate e quindi da gennaio 2017, risparmiate dal provvedimento, resteranno solo le isole più remote e povere.
Cosa significa soppressione dell'
IVA agevolata? Significa che lo sconto del 30% sull'IVA (rispetto a quella applicata nella Grecia continentale) viene a cadere. Significa che se fino all'estate scorsa le aliquote variavano dal 5 al 16%, dal 2016 - alberghi, supermercati e negozi in genere - si troveranno a dover applicare aliquote tra il 6 e il 23%. Pensando che piccole isole della vicina Turchia o dell'Italia possono contare su imposte più basse non è difficile capire perché le isole temano per il futuro.
Rodi e una stagione turistica a rischio IVA
"Illegalità e crescita dei guadagni in nero - dice Panayiotis Tokouzis, presidente dell'Associazione titolari di pensioni del Dodecanneso - sono fenomeni in crescita". Senza contare che c'è chi, come il giornalista economico, Nikos Filippidis, non esita a parlare di "concorrenza sleale", favorita consapevolmente dall'Unione europea. E c'è anche chi, come il giovane ristoratore Stelios Christofakis, ricorda che oggi, in Grecia, "far nascere una Società è difficile, ma fallire è facilissimo". E la crisi continua.
m.c.





