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Le tante vite del Centro culturale Atatürk

Luogo non solo di arte, ma anche di proteste e repressioni, l'edificio si prepara a riaprire dopo la demolizione del 2018

  • 30 May 2022, 06:58
  • 23 June 2023, 17:37
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Il Centro Culturale Atatürk

Di:Italo Rondinella

Il Centro culturale Atatürk, noto con l'acronimo AKM (Atatürk Kültür Merkezi), non è solo la sede del principale teatro d’opera di Istanbul ma è anche un’icona della Turchia laica e repubblicana, minoranza politica nel Paese da ormai più di vent’anni.

Si trova sul lato orientale della piazza Taksim dalla parte opposta rispetto alla nuova moschea, inaugurata esattamente un anno fa (il 28 maggio 2021). Nel più importante spazio pubblico della città i due monumenti si guardano a distanza, rispecchiando simbolicamente, e così rappresentando, la contrapposizione tra le due diverse anime del Paese, quella laica e quella religiosa.

L’edificio ha conosciuto numerose vicissitudini. I lavori del progetto originario iniziarono nel 1946 ma, per mancanza di risorse finanziarie, furono interrotti e ripresi solo dieci anni dopo. Più di ulteriori dieci anni trascorsero ancora prima che fosse completato e messo in funzione; nel 1969, il 12 aprile per la precisione, con una serata inaugurale in cui si rappresentò l’Aida di Giuseppe Verdi.

Il Centro culturale Atatürk

Poco più di un anno dopo però (il 27 novembre 1970) un grande incendio distrusse buona parte della struttura rendendola inagibile. Altri 8 anni di polemiche e lavori furono necessari prima che venisse ristrutturato e rimesso in funzione, il 6 ottobre 1978. Fu allora che l’edificio assunse la denominazione corrente, iniziando finalmente quella ricca attività culturale che, fino agli anni 2000, ha contribuito ad elevare e celebrare la sua popolarità, non solo in ambito locale ma anche sulla scena artistica internazionale.

A partire dal 2005 nuove controversie relative alla sua demolizione/ristrutturazione comportarono una nuova lunga battuta d’arresto. Nel 2013, durante le proteste del parco Gezi contro le politiche dell’allora premier Recep Tayyip Erdoğan, l’edificio, tappezzato di striscioni dei manifestanti, divenne prima simbolo della rivolta e poi, a seguito della violenta repressione governativa, centro operativo della Polizia di Stato. Nel 2018 è stato demolito.

E siamo all’oggi. La ricostruzione dell’edificio viene affidata all’architetto Murat Tabanlıoğlu, figlio di Hayati Tabanlıoğlu, che progettò il centro culturale costruito nel 1969. Il nuovo AKM che comprende, oltre al teatro dell’opera, diverse sale minori da concerto, un cinema, un centro espositivo, una sala conferenze, una biblioteca, un bar e un ristorante, è stato inaugurato dal presidente Erdoğan il 29 ottobre 2021 ma, di fatto, non ha ancora iniziato una vera programmazione in quanto i lavori di natura tecnica sul palcoscenico sono ancora in corso.

Abbiamo intervistato Suat Arıkan, sovrintendente dell'Opera e del Balletto di Stato di Istanbul, e Paolo Villa, direttore d’orchestra del Teatro di Stato di Istanbul, per conoscere le potenzialità e le prospettive di questo controverso simbolo architettonico della Turchia contemporanea.

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