Svizzera

“Una sconfitta per Cassis ma forse non per i contenuti”

Neutralità “cooperativa” bocciata dal Consiglio federale – L’intervista a Laurent Goetschel, direttore di Swisspeace

  • 08.09.2022, 20:10
  • 20.11.2024, 15:06
Il Governo in una fotografia scattata a luglio
06:48

Cassis e la bocciatura della 'neutralità cooperativa'

SEIDISERA 08.09.2022, 20:18

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Il Consiglio federale non ne vuole sapere di specificare ulteriormente il concetto di neutralità svizzera, tanto che ieri - mercoledì - ha deciso di adattare il rapporto sul tema. Il ministro degli esteri Ignazio Cassis non è quindi riuscito a convincere i colleghi con la sua nuova interpretazione di neutralità "cooperativa": come interpretare, dunque, quanto accaduto in Consiglio federale? La RSI lo ha chiesto a Laurent Goetschel, direttore di Swisspeace:

"Il fatto che il Consiglio federale non abbia adottato il rapporto mostra in primo luogo che in Governo non c'era la maggioranza necessaria per adottare questo documento nella sua forma attuale. Evidentemente il Governo o ritiene che un nuovo rapporto simile non sia necessario, o non condivide il suo orientamento".

Oggi i giornali non sono particolarmente clementi con Cassis... è eccessivo parlare di una sconfitta per il ministro degli esteri?

"È una sconfitta nella misura in cui su un tema molto importante da un punto di vista nazionale e internazionale non c'è stata una maggioranza per la sua proposta. In questo senso è di sicuro una sconfitta. Ma non penso che significhi anche automaticamente una sconfitta per i contenuti del rapporto. Per questo bisognerebbe sapere di più sui motivi che hanno portato a questa sconfitta".

Il Consiglio federale appare diviso, una volta di più...

"Ovviamente l'immagine data non è particolarmente buona, se su una questione simile, in cui si sapeva da mesi che un rapporto doveva arrivare ed è persino stato attivato un gruppo di esperti esterno, in Governo non c'è una maggioranza. Va anche detto che la neutralità di per sé non è un tema che ha conseguenze dirette sulla popolazione e sugli interessi di singoli attori. Si tratta piuttosto di un posizionamento politico fondamentale, e se si pensa che il presidente della Confederazione Cassis, all'inizio del suo periodo come consigliere federale, ha detto che la politica estera è soprattutto politica interna, allora va riconosciuto che finora in questo ambito non ha avuto molto successo".

Il rapporto sulla neutralità verrà presumibilmente adottato in autunno, formalmente ora viene presentato quale risposta a un postulato...

"È palese che il Consiglio federale è del parere che un rapporto sulla neutralità non serva. La domanda è: perché non lo si sapeva già prima? Perché il DFAE ha portato avanti il processo? Si è fatto cadere in trappola il presidente della Confederazione? O il DFAE è andato avanti da solo senza dar retta a nessuno, per poi alla fine fallire? Non posso valutare, ma alla fine il risultato è che si dice che il Consiglio federale non vuole un nuovo rapporto sulla neutralità. Rapporto che alla fine è stato preparato per il cestino della carta straccia. Non mi fraintenda, il Parlamento chiaramente non è un cestino, il rapporto sarà travasato in una risposta a un postulato. Ma la differenza è che, se è un rapporto del Governo, l'iniziativa parte dal Governo e si tratta di un posizionamento fondamentale in un tema importante della politica estera. Se invece viene confezionato come una risposta a un postulato, è una reazione del Governo a un atto parlamentare. Il significato del testo, così, ne risente".

Come proseguirà ora il dibattito sulla neutralità?

"A livello di contenuti, non credo che il fatto che questo rapporto ci sia o meno sarà determinante. Non c'è una maggioranza per la neutralità cooperativa; ma neanche questo concetto è di per sé così importante. Importanti sono le singole decisioni che il Governo prende rispetto alle esportazioni di armi, alle prese di posizione politiche, alle sanzioni economiche. Si può osservare quale è stata sinora l'impostazione, negli scorsi anni ma soprattutto dal 24 febbraio. La linea sembra, a me perlomeno, relativamente chiara. Per questo non mi preoccupo molto rispetto al dibattito sulla neutralità. L'effetto pratico della decisione di ieri è solo che non ci sarà un rapporto. Da un punto di vista fattuale, non ci saranno conseguenze. Si tratta principalmente di una sconfitta politica per il presidente della Confederazione".

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