Svizzera

Karimova, via al processo in assenza dell’imputata

La figlia dell’ex presidente uzbeko è accusata al Tribunale penale federale di reati finanziari e di essere a capo di un’organizzazione criminale - Fra gli imputati anche la banca Lombard Odier

  • Oggi, 07:11
  • Un'ora fa
Gulnara Karimova in una foto di una quindicina di anni fa
01:08

RG 07.00 del 27.04.2026 Il servizio di Maria Jannuzzi

RSI Info 27.04.2026, 07:11

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Di: ATS/pon 

Il processo alla figlia dell’ex presidente dell’Uzbekistan si è aperto lunedì mattina al Tribunale penale federale di Bellinzona. Gulnara Karimova è accusata di riciclaggio di denaro, amministrazione infedele, corruzione e di essere a capo di un’organizzazione criminale. La principale imputata non è presente in aula: incarcerata nel suo Paese fino al 2028, secondo i suoi legali avrebbe voluto partecipare al dibattimento, ma le autorità giudiziarie uzbeke non lo hanno permesso.

Sul banco degli imputati figurano anche un ex gestore patrimoniale di Lombard Odier, nonché la stessa banca privata ginevrina, entrambi perseguiti per riciclaggio di denaro.

L’ex braccio destro di Gulnara Karimova, perseguito in particolare per riciclaggio di denaro aggravato, corruzione e falso in titoli, completa il quadro dei coimputati. Anche lui non è presente.

Nel dettaglio, a Gulnara Karimova, che fu per un periodo ambasciatrice dell’Uzbekistan presso l’ONU a Ginevra, viene contestato di aver fatto aprire conti bancari presso istituti finanziari svizzeri tramite prestanome. L’ammontare dei fondi che vi sarebbero stati versati, per poi essere trasferiti al fine di farne perdere le tracce dell’origine criminale, si calcola in centinaia di milioni di dollari e di euro.

I fondi incriminati proverrebbero da tangenti. Infatti, vista la sua posizione di alto livello nel governo uzbeko, Gulnara Karimova avrebbe preteso e ricevuto tangenti da società di telecomunicazioni in cambio dell’accesso al mercato uzbeko, secondo il Ministero pubblico della Confederazione.

Lacune organizzative della banca

Quanto alla banca privata ginevrina, il MPC le contesta di aver accolto parte dei fondi che proverrebbero dalle attività criminali dell’organizzazione criminale. La banca non avrebbe preso tutte le misure organizzative per impedire gli atti di riciclaggio: il MPC le rimprovera lacune organizzative.

Inoltre, la banca non avrebbe controllato sufficientemente le attività del suo gestore patrimoniale. Quest’ultimo avrebbe aperto tra il 2008 e il 2012 nove conti per vari aventi diritto uzbeki, pur sapendo perfettamente che l’unica beneficiaria di questi conti era Gulnara Karimova.

Il processo deve durare un mese e il verdetto è atteso per fine maggio.

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