Svizzera

Dengue: verso un sistema rapido per individuarla

È in fase di sviluppo al Politecnico di Zurigo per l’identificazione del virus, endemico in vari Paesi e rilevato di recente anche nelle zanzare tigre a Basilea

  • Un'ora fa
La dengue è una malattia virale veicolata da alcune tipologie di zanzare
03:29

SEIDISERA del 25.04.2026 - Il reportage di Manuele Ferrari

RSI Info 25.04.2026, 19:14

  • Imago
Di: SEIDISERA-Manuele Ferrari/ARi 

Febbre alta, forti mal di testa, nausea e vomito: sono alcuni dei sintomi che manifesta chi è stato infettato dal virus della dengue. A metà marzo la sua presenza è stata rilevata nelle zanzare tigre a Basilea: una prima a livello sanitario nella Svizzera tedesca. Gli esperti, alla luce degli effetti del riscaldamento globale, sono ormai certi che questo virus diventi prima o poi una realtà stabile anche in Svizzera. Ma intanto al Politecnico federale di Zurigo (ETHZ) si sta lavorando ad un sistema rapido e semplice per poterlo diagnosticare.

SEIDISERA ha avuto accesso al laboratorio dove si sta sviluppando questo sistema. A fare da cicerone è Andrés Javier Bello-Hernández, specialista impegnato in un progetto volto a sviluppare innovazioni accessibili anche a quei Paesi che, a causa dell’indigenza, hanno difficoltà ad affrontare sfide globali legate ad esempio alla sanità. “Abbiamo trovato la dengue e anche altre malattie” che normalmente sono tropicali, le quali hanno fatto registrare “un aumento di casi esponenziale negli ultimi anni”, sottolinea l’esperto.

Sul fronte dell’individuazione del virus, l’apparecchiatura standard attualmente in uso è usata per identificare molti agenti patogeni. Di conseguenza negli ospedali risulta spesso occupata. Di qui la necessità di sviluppare un’alternativa meno costosa, ma che permetta di fare test su vasta scala. Col sistema in fase di sviluppo all’ETHZ si ottiene “una reazione di amplificazione simile” alla cosiddetta PCR, ossia alla tecnica che consente di rilevare nei campioni anche minime quantità di DNA o di RNA di origine virale. Si verifica quindi, col successivo utilizzo di sostanze reagenti, un eventuale cambio di colorazione. E questo, spiega il ricercatore, consente di accertare se “inizialmente ci sia presenza” o meno del virus.

Il sistema potrà quindi in seguito essere adattato, e in modo relativamente agevole, per stabilire la presenza nel sangue anche di altre patologie, come ad esempio quella indotta dal virus Zika. Intanto però si tratterà di uscire dal laboratorio per sperimentarlo in condizioni reali. Andrés Javier Bello-Hernández confida quindi di poterlo testare nel suo Paese d’origine, la Colombia, dove la diffusione della dengue rappresenta un rilevante problema di salute pubblica. A quel punto si potrà procedere alla costruzione di un apparecchio diagnostico versatile e, soprattutto, facile da usare e trasportare.

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