Trentasette persone - 27 uomini, 6 donne e 4 bambini - sono decedute dall’inizio dell’anno, durante la stagione balneare, per annegamenti nei laghi e nei fiumi svizzeri. Lo indica un bilancio ancora parziale pubblicato lunedì dalla Società elvetica di salvataggio.
La maggior parte degli incidenti è avvenuta nelle acque libere (33 casi); 14 persone sono affogate nei fiumi e ruscelli, 19 nei laghi (di cui 3 durante immersioni) e due in una piscina coperta. Una persona è morta in uno stagno e un'altra in una piscina privata.
Per ridurre questo rischio, afferma il direttore esecutivo della società, è più che mai necessario aumentare la prevenzione. In particolare nei casi in cui sono coinvolti dei bambini (aumentati rispetto al 2017), la responsabilità degli adulti per quanto riguarda la sorveglianza è centrale.
ATS/MarGù




