Una quindicina di confinanti della centrale di Beznau, sostenuti da tre organizzazioni ambientaliste, minacciano di adire le vie legali qualora l'attività per la produzione d'energia non cessasse definitivamente, ritenendo l'impianto non in grado di sopportare le conseguenze di un potente terremoto.
Dai controlli effettuati dopo la catastrofe di Fukushima, dovuta a un devastante sisma, è emerso che quantità "inammissibili" di radioattività si sprigionerebbero dalla struttura argoviese se sottoposta a una simile prova.
L'ente federale per la sicurezza nucleare è quindi accusato di non vigilare con la sufficiente attenzione. L'autorità di sorveglianza è stata perciò invitata a ritornare sulla decisione, presa nel 2012, quando stabiliì che l'ipotesi di un simile evento tellurico, il quale statisticamente rischia di prodursi in Svizzera ogni 10'000 anni, non era un criterio per spegnere i reattori.
Sulla questione ha poi preso posizione anche il Partito socialista, schierandosi sullo stesso fronte.
ATS/dg
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