Il funzionario della fedpol arrestato negli scorsi giorni con l’accusa di aver funto da talpa per un’organizzazione criminale aveva accesso a informazioni di inchiesta, anche internazionali,. Lo ha rivelato SRF, insieme ad altri dettagli sulle sue funzioni all’interno dell’Ufficio federale di polizia.
Si sapeva finora che era l’uomo impiegato al Servizio federale di sicurezza, che si occupa della protezione degli immobili sensibili e degli alti funzionari della Confederazione, e che avrebbe passato informazioni - dietro compenso - a un’organizzazione criminale attiva nel traffico di droga. Ora si viene a sapere che l’uomo arrestato 10 giorni fa aveva in precedenza lavorato, fino a un paio di anni fa, sempre per fedpol alla Cooperazione internazionale di polizia, centro di coordinamento che gestisce scambi di informazioni e inchieste. Non è dato sapere in quale posizione, se quella passata o quella attuale, abbia commesso i reati di cui è accusato e per i quali vale la presunzione di innocenza.
Anche chi opera al Servizio di sicurezza può infatti avere accesso a informazioni d’indagine. A dirlo, rispondendo a SRF, è stata la stessa fedpol. L’Ufficio federale di polizia parla infine delle misure immediate prese al sorgere dei primi sospetti, che possono consistere in modifiche nell’assegnazione dei compiti o nel monitoraggio degli accessi ai dati di polizia. Provvedimenti che oltre a ridurre i rischi di fughe di notizie avrebbero quindi permesso di raccogliere i pesanti indizi a carico dell’uomo.
L’uomo è stato arrestato il 28 aprile insieme con altre cinque persone nell’ambito di un’operazione che ha coinvolto tre cantoni (Basilea Campagna, Basilea città e Argovia) e le autorità di Francia e Germania, che hanno fornito assistenza giudiziaria. Fra i 40 e i 50 anni, aveva cominciato la carriera in un corpo di polizia cantonale.








