Svizzera

Carboni ardenti

Nei Grigioni si voterà sulla partecipazione cantonale a investimenti nelle centrali a carbone. Nel mirino di un'iniziativa il ruolo di Repower in un progetto in Calabria

  • 03.09.2013, 11:50
  • 05.06.2023, 20:45

Un fermo "no" alle centrali a carbone. È quello che vorrebbero introdurre nella Costituzione cantonale i promotori dell'iniziativa in votazione nei Grigioni il 22 settembre. Il testo prende le mosse dalla partecipazione della società Repower al progetto per un impianto di questo tipo a Saline Joniche, in Calabria. Ma punta ad un più generale divieto di questa tecnologia e di tutti gli investimenti in centrali a carbone, da parte di imprese, come Repower, a partecipazione cantonale.

Il Parlamento grigionese, contrario all'iniziativa, vi ha opposto un controprogetto che non preclude alle aziende, in via di principio, una partecipazione allo sfruttamento del carbone. Secondo il Gran Consiglio, vanno anche considerati i progressi tecnologici nella riduzione dell'inquinamento prodotto da queste centrali. Per il cantone si tratta allora di lasciare aperta la porta a questi progressi, facendo semmai in modo che non vengano realizzati investimenti in impianti che non consentono una riduzione sostanziale delle emissioni.

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Gli argomenti degli iniziativisti

I sostenitori del testo puntano il dito contro l'impatto ambientale e l'effettiva redditività economica delle centrali a carbone. L'accettazione dell'iniziativa contribuirebbe quindi alla tutela del clima e consentirebbe anche di potenziare la posizione di Repower. Il disimpegno della società dal progetto in Calabria, secondo gli iniziativisti, permetterebbe di destinare diversi milioni di franchi a progetti energetici più sostenibili e con interessanti prospettive per la creazione di nuovi impieghi nei Grigioni.

Gli argomenti contro l'iniziativa e a sostegno del controprogetto

I contrari temono ripercussioni per le attività di Repower, sottolineando il fatto che quasi 120 dei 450 impieghi della società nei Grigioni dipendono dalle attività internazionali della medesima. Un "sì" all'iniziativa avrebbe così conseguenze destabilizzanti per l'azienda e pregiudicherebbe anche la posizione dei Grigioni in materia di energia. Il progetto della centrale di Saline Joniche - secondo i contrari - dimostra peraltro di essere neutro sul piano delle emissioni di CO2.

Red.MM/ARi

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