La situazione della sicurezza in Svizzera è peggiorata notevolmente negli ultimi anni, con un’accelerazione preoccupante nel 2025. È quanto emerge dal rapporto annuale del Consiglio federale sullo stato della minaccia approvato ieri. mercoledì, che delinea uno scenario internazionale sempre più instabile e una Confederazione direttamente esposta alla guerra ibrida condotta dalla Russia. Gli sviluppi geopolitici si ripercuotono anche sulla sicurezza interna confrontata con la minaccia terroristica, l’estremismo violento di destra e di sinistra, la minaccia di spionaggio e di attacchi alle infrastrutture critiche.

La difesa e la sicurezza della Svizzera, fra il potenziamento dell’esercito e lo scetticismo della popolazione
Controcorrente 23.03.2026, 11:47
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La minaccia russa al centro del rapporto
“La Russia rimane la minaccia principale per la sicurezza, la stabilità e la pace in Europa”, afferma la valutazione del Consiglio federale. Non a caso, Mosca viene citata esplicitamente 30 volte nel documento, più di qualsiasi altro attore statale, a testimonianza della centralità della minaccia russa per la sicurezza svizzera ed europea.
Il Cremlino punta a ripristinare la propria sfera d’influenza nell’Europa orientale attraverso un conflitto globale e duraturo contro l’Occidente, utilizzando mezzi ibridi: sabotaggi, campagne di disinformazione, ciberattacchi e spionaggio.
“La Svizzera è direttamente colpita in particolare da ciberattacchi, spionaggio, tentativi di proliferazione, attività di influenza e disinformazione”, si legge nel documento governativo.
Il fattore americano: incertezza strategica
Il secondo Paese più citato nel rapporto sono gli Stati Uniti (circa 25 menzioni), ma in un’ottica completamente diversa: non come minaccia, bensì come fattore di incertezza per la sicurezza europea. L’amministrazione americana ha espresso l’intenzione di concentrarsi sulla politica interna e sull’emisfero occidentale, lasciando agli alleati europei maggiori responsabilità difensive.
“Da quando è entrata in carica la nuova amministrazione statunitense, l’impegno degli Stati Uniti per la sicurezza e la difesa dell’Europa è incerto”, avverte il Consiglio federale. I membri NATO si sono impegnati a portare la spesa militare al cinque per cento del PIL, ma il percorso verso l’autonomia strategica europea rimane lungo. Per anni il Vecchio Continente dipenderà ancora dallo scudo nucleare e dalle capacità militari statunitensi.
Questo scenario apre una pericolosa “finestra di vulnerabilità” per l’Europa. Se la guerra in Ucraina dovesse concludersi rapidamente e le forze americane ritirarsi dal continente, la Russia potrebbe ricostituire le proprie capacità militari e indirizzarle contro obiettivi occidentali.
“L’elevato grado di militarizzazione al confine tra la NATO e la Russia (compresa la Bielorussia) comporta tuttavia il rischio che un errore di calcolo o un guasto tecnico provochino un’escalation incontrollabile”, sottolinea il rapporto.
L’asse sino-russo e la competizione globale
La Cina emerge come quarto attore principale, non tanto come minaccia diretta quanto come elemento destabilizzante dello scenario globale. “La Cina svolge un ruolo chiave nel consentire alla Russia di proseguire la guerra contro l’Ucraina e sostiene la Russia politicamente ed economicamente”, denuncia il rapporto.

Ombre cinesi
Falò 01.10.2024, 21:46
Il documento evidenzia come Pechino stia lavorando per creare un nuovo ordine mondiale orientato ai propri interessi, in competizione diretta con gli Stati Uniti. “Si profilano i contorni di un confronto globale, principalmente tra Stati Uniti e Cina”, avverte il Consiglio federale, sottolineando che questa rivalità ha “conseguenze a lungo termine sui rapporti di forza globali e un effetto destabilizzante sulla sicurezza internazionale”.
La competizione sino-americana per le tecnologie del futuro - semiconduttori, intelligenza artificiale, terre rare, robotica - ha ripercussioni dirette sulla Svizzera. “Le capacità innovative della Svizzera sono oggetto delle ambizioni geopolitiche”, si legge nel rapporto, con entrambe le potenze interessate ad accedere o precludere l’accesso a tecnologie critiche.
Spionaggio e tecnologie sensibili

Maggiori poteri ai servizi segreti
Telegiornale 28.01.2026, 20:00
Sul fronte dello spionaggio, la minaccia è definita “molto elevata”. Grandi potenze operano in Svizzera attraverso reti di ufficiali sotto copertura, interessandosi a istituzioni statali, organizzazioni internazionali, università e aziende innovative.
“La Russia ha sviluppato strategie efficaci e complesse per aggirare le sanzioni e le normative e per continuare ad approvvigionarsi anche di beni e tecnologie occidentali”, denuncia il documento.
Particolarmente preoccupante è la proliferazione di beni a duplice uso. Macchine utensili, microelettronica e attrezzature di laboratorio svizzere finiscono nei programmi di armamento russi, spesso attraverso triangolazioni che rendono difficili i controlli. “I beni svizzeri vengono esportati in Russia da o attraverso Paesi terzi oppure le macchine utensili svizzere restano nel Paese terzo per produrre in loco beni sanzionati destinati a programmi di armamento per conto di acquirenti russi”, spiega il rapporto.
Anche prodotti di largo consumo industriale vengono utilizzati abusivamente per scopi militari, come dimostrano i droni russi che incorporano microelettronica legata a imprese elvetiche.
Ciberattacchi: una minaccia multipolare
Le infrastrutture critiche svizzere sono nel mirino sia di attacchi fisici che informatici. “Attori statali cinesi, russi, iraniani e nordcoreani dispongono di capacità avanzate di ciberattacco”, avverte il rapporto, evidenziando come la minaccia ciber non provenga solo da Mosca ma da un fronte multipolare.
All’inizio del 2026, estremisti violenti di sinistra hanno sabotato la rete elettrica di Berlino, dimostrando la vulnerabilità delle infrastrutture europee. “Attori violenti dell’estrema sinistra hanno ripetutamente sabotato con successo infrastrutture critiche in Patria e all’estero, come ad esempio all’inizio del 2026 la rete elettrica di Berlino, con conseguenze di vasta portata”, ricorda il Consiglio federale.
Medio Oriente: l’Iran come quinta minaccia
L’Iran (una decina di menzioni) emerge come quinta preoccupazione principale del rapporto, soprattutto dopo gli eventi di febbraio 2026. Gli attacchi israelo-americani contro Teheran, culminati con l’uccisione della Guida Suprema Ali Khamenei, hanno innescato una crisi regionale con implicazioni globali.
“Il conflitto, in cui è stata uccisa anche la Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, rappresenta una svolta per la Repubblica Islamica e mette in discussione la sua sopravvivenza nella forma attuale”, afferma il rapporto.
La rete di alleati iraniani è stata indebolita, ma Teheran cercherà vendetta, anche attraverso azioni asimmetriche. “Il regime cercherà vendetta, che potrebbe anche avvenire in modo asimmetrico”, avverte il documento, sottolineando come la crisi mediorientale comporti “implicazioni globali in termini di politica di sicurezza, soprattutto in considerazione della concorrenza tra le grandi potenze USA, Cina e Russia”.

L'Iran chiama i suoi cittadini al sacrificio
Telegiornale 03.05.2026, 20:00
Terrorismo jihadista
Sul fronte del terrorismo, la minaccia principale resta il jihadismo, con il rischio di attacchi spontanei da parte di individui radicalizzati online. “In Svizzera, la minaccia terroristica più grave continua a essere legata a singoli individui o piccoli gruppi di ispirazione jihadista che compiono atti di violenza spontanei con mezzi semplici”, si legge nel rapporto.
La presa di potere del governo siriano di transizione ha aumentato il pericolo di ritorni in Europa. “A seguito della presa di potere del Governo siriano di transizione, numerosi adepti dello ‘Stato Islamico’ sono potuti fuggire dai campi curdi del nord-est della Siria e non sono più sotto controllo”, avverte il Consiglio federale.
Neutralità sotto pressione

Ma quale neutralità?
RSI Il mondo là fuori 27.03.2026, 15:30
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La Svizzera si trova così stretta tra crescenti aspettative dei partner internazionali, che chiedono maggiori contributi alla sicurezza europea, e la necessità di preservare la propria neutralità in un mondo sempre più polarizzato tra grandi potenze.
“L’erosione della sicurezza in Europa aumenta le aspettative che i partner in materia di politica di sicurezza hanno nei confronti dei contributi della Svizzera”, conclude il rapporto, avvertendo che “la neutralità potrebbe essere messa maggiormente in discussione se gli sforzi della Svizzera fossero considerati insufficienti”.
https://rsi.cue.rsi.ch/info/svizzera/La-Svizzera-e-la-guerra-il-mito-della-neutralit%C3%A0--3673445.html
Il documento del Consiglio federale delinea così un quadro in cui la Svizzera deve navigare tra cinque grandi sfide geopolitiche: la minaccia russa diretta, l’incertezza strategica americana, la competizione sino-statunitense, l’instabilità mediorientale e le crescenti aspettative dei partner occidentali. Una complessità che richiede, secondo il governo, un rafforzamento senza precedenti delle capacità di difesa nazionale. Da qui la proposta, messa in consultazione negli scorsi mesi, di aumentare l’IVA per finanziare il rafforzamento della difesa e della sicurezza del Paese.
Difesa in Svizzera, la strategia del Governo
SEIDISERA 06.03.2026, 18:00
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Legato a SRF 4 News, 06.05.2026, 12.00








