I termini celibe, nubile, divorziato o vedovo non spariranno dalle procedure amministrative. Il Consiglio federale ha infatti deciso di non cancellare l’indicazione dello stato civile.
Il Governo, si legge in un rapporto al Parlamento, comprende le riserve nel fornire queste informazioni, ma ritiene che la soppressione del sistema porrebbe ulteriori problemi. Un divorziato, ad esempio, per risposarsi dovrebbe fornire le prove che il precedente matrimonio è stato sciolto dal giudice.
Il rapporto rileva inoltre che l'indicazione non viola la sfera privata e ha un ruolo importante anche sul piano internazionale: gli stati civili, con l'eccezione dell'unione domestica registrata, sono impiegati in modo uniforme su scala mondiale e garantiscono lo scambio rapido e sicuro di informazioni.
sf/ATS
RG 08.00 del 09.10.2014 Il servizio di Camilla Mainardi






