Dopo i giorni del cordoglio e del lutto collettivo, l’attenzione si sposta ora sull’inchiesta che dovrà chiarire responsabilità e omissioni nel rogo di Crans-Montana, costato la vita a 40 persone, in gran parte minorenni. L’operato della procura vallesana è sotto la lente d’ingrandimento, e le critiche non tardano ad arrivare. In primo piano, le decisioni procedurali della procuratrice generale Beatrice Pilloud e del suo team, messe in discussione da esperti giuristi. Tra i punti più contestati, la mancata detenzione dei gestori del bar “Le Constellation” e le ipotesi di reato formulate.
Il Comune di Crans-Montana ha ammesso gravi lacune nei controlli periodici del locale, non più verificato dal 2020. In questo clima di tensione e dolore, oggi, mercoledì, si sono svolti i funerali di alcune delle vittime, a Milano e Lugano. Si aggiorna intanto anche il bilancio dei feriti tuttora ricoverati negli ospedali svizzeri: sono scesi a 28, mentre una quarantina è degente in strutture estere.







