Martedì mattina a Crans-Montana è stato il momento delle ammissioni di colpa da parte del Comune per l’incendio che ha devastato il bar “Le Constellation”. Non c’è stato nessun controllo tra il 2020 e il 2025. Incalzato dai giornalisti sui motivi, il sindaco si è trincerato dietro un “non ce lo sappiamo spiegare”, “andrà verificato”... anche perché la legge cantonale, per gli esercizi pubblici impone un controllo all’anno. Ricordiamo anche che il bilancio della tragedia di Crans-Montana per ora parla di 40 morti e di 116 feriti.
Intanto il Cantone è stato chiamato in causa dal Comune, quando si è detto che i controlli sono stati fatti, applicando un’ordinanza cantonale. SEIDISERA della RSI hai intervistato sulla questione il consigliere di Stato vallesano, Stéphane Ganzer.
Il sindaco di Crans-Montana ha detto che l’ordinanza sulla prevenzione degli incendi non dice chiaramente che bisogna controllare i materiali. La vostra legge quindi non è sufficientemente forte?
“La legge cantonale si basa sulle raccomandazioni emanate dagli istituti assicurativi e dalle associazioni professionali. Sono norme che vengono applicate allo stesso modo in tutta la Svizzera, quindi la legge è molto chiara. Anche la formazione degli incaricati alla sicurezza si basa sulle raccomandazioni, che sono molto chiare, ovviamente impongono anche il controllo dei materiali”.
Quindi l’incaricato per la sicurezza, anche per legge, avrebbe dovuto segnalare la presenza di quei pannelli fonoassorbenti...
“Esattamente. La legge stabilisce una serie di compiti da svolgere e dice che il controllo deve concentrarsi in particolar modo su alcuni elementi citati nell’ordinanza, ovvero l’elenco di cui parlava il sindaco di Crans-Montana. Ma tutto ciò che fa parte della prevenzione incendi, tutti gli aspetti devono essere controllati”.
Ma se il mio compito è valutare il rischio di incendi, indipendentemente dall’ordinanza, come faccio a non farmi delle domande sui materiali?
“Come ho già detto più volte, in un Paese come il nostro, con norme molto severe e precise, con personale qualificato e competente, non è normale che si verifichi un incidente del genere. Il fatto che ci siano 40 morti dimostra che ci sono state delle disfunzioni. L’indagine della polizia ci mostrerà dove sono stati i problemi, ma è chiaro che con il nostro sistema, le nostre istituzioni, le nostre norme e le nostre basi giuridiche, se tutto viene rispettato, questo tipo di incidente non si verifica”.
Come si è sentito oggi quando il Comune, un poco indirettamente, ha addossato una parte di responsabilità al Cantone?
“Il Comune ovviamente fa il suo mea culpa ed è normale farlo. D’altra parte le basi giuridiche sono chiare e, come ho detto, se le procedure vengono rispettate, questo tipo di incidenti non si verificano”.
Crede che ci siano state mancanze da parte del Cantone?
“Questo fa parte dell’indagine della polizia. Io sono il ministro della sicurezza. Queste questioni giuridiche fanno parte del procedimento giudiziario e non spetta a me pronunciarmi al riguardo”.









