Tutte i morti di Crans-Montana hanno un nome e un cognome. Il processo di identificazione formale delle vittime è terminato e tutte le famiglie sono state informate. Lo ha fatto sapere il ministero pubblico.
Si contano in totale almeno 21 cittadine e cittadini svizzeri, nove francesi (tra cui una franco-svizzera e una persona con la tripla nazionalità franco-britannico-israeliana), sei italiani (tra cui un italo-emiratino), un belga, un portoghese, un rumeno et un turco.
Le vittime hanno tra i 14 e i 39 anni.
I funerali di Sofia Prosperi, la 15enne di Castel San Pietro, saranno celebrati mercoledì pomeriggio nella cattedrale di Lugano da monsignor Alain de Raemy, l’amministratore apostolico della diocesi di Lugano. Venerdì pomeriggio invece la commemorazione a Crans-Montana, dove oggi si è svolta una messa di suffragio e una grande processione.
Dopo gli interrogativi apparsi sulla stampa a proposito del mancato arresto dei gerenti del bar, il Ministero pubblico vallesano ha spiegato in un comunicato che non sussistono le condizioni per un provvedimento restrittivo della libertà , non essendoci sospetto che i due vogliano sottrarsi all’inchiesta e ad una eventuale sanzione.
Il presidente della Confederazione Guy Parmelin, intervistato dalle reti SSR dice che niente sarà più come prima, ci sarà un prima e un dopo Crans-Montana. “Fino a questo dramma ho sempre sentito dire che nelle prescrizioni antincendio siamo troppo burocratici, troppo complicati e che si possono semplificare senza rinunciare alla sicurezza. Ora occorre tenere conto di quanto è successo per evitare che vengano fatti dei cambiamenti che, fra un anno o due, si rivelino sbagliati”.















