Svizzera

Cybertruffa da 5 milioni di franchi

Un cittadino franco-israeliano è stato accusato di aver partecipato a una serie di attacchi informatici contro aziende svizzere

  • 09.04.2024, 10:54
  • 09.04.2024, 13:13
L’accusato sarebbe stato coinvolto in una serie di casi di “ingegneria sociale”, in particolare truffe con falsi tecnici bancari che hanno interessato la Svizzera romanda tra il 2016 e il 2018
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Truffe informatiche

Telegiornale 09.04.2024, 12:30

  • Keystone
Di: ATS/RSI Info 

Un cittadino franco-israeliano dovrà comparire davanti al Tribunale penale federale di Bellinzona (TPF) per una serie di truffe informatiche compiute ai danni di sette società per un importo superiore ai cinque milioni di franchi. L’accusato sarebbe stato coinvolto in una serie di casi di “ingegneria sociale”, in particolare truffe con falsi tecnici bancari che hanno interessato la Svizzera romanda tra il 2016 e il 2018. Lo ha reso noto martedì l’Ministero pubblico della Confederazione (MPC).

Stando all’inchiesta, gli autori dei reati contestati, verosimilmente basati in Israele, avrebbero sottratto diversi milioni di franchi mediante addebito da conti bancari di varie società con sede sul suolo elvetico verso conti in Svizzera e all’estero.

Grazie alla collaborazione con Cantoni e privati, nonché con altri Stati, le indagini hanno permesso di identificare uno degli autori. Posto sotto mandato di arresto internazionale da parte del MPC il 4 ottobre 2021, l’autore in questione è stato catturato nella notte tra il 31 gennaio e il 1° febbraio 2022 all’aeroporto di Newark negli Stati Uniti. Estradato verso la Svizzera, l’uomo è stato detenuto sul suolo elvetico fino al 14 dicembre 2022, data nella quale è stato liberato su cauzione.

L’imputato è accusato di aver contattato telefonicamente, in qualità di membro di un gruppo, numerose società con sede in Svizzera spacciandosi per un collaboratore della loro banca. Col pretesto di una modifica del sistema di e-banking, avrebbe in seguito indotto l’impiegato/a responsabile dei pagamenti a dargli accesso al suo computer mediante un indirizzo URL abbreviato che ha provocato l’installazione di un programma di controllo a distanza.

Tale escamotage ha permesso agli altri autori del gruppo - che non sono stati identificati nonostante le richieste di assistenza giudiziaria e le indagini - di aprire una o più sessioni di e-banking sui conti delle società prese di mira, allo scopo di ordinare il trasferimento di somme di denaro mediante addebito da questi conti verso relazioni bancarie sotto il loro controllo, in Svizzera e all’estero.

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Notiziario 11:00 del 09.04.2024

RSI Info 09.04.2024, 13:12

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