L'UDC zurighese prende di mira quella che definisce "l'industria dell'aiuto sociale". Non si tratta solo di ridurre i costi, facendo in modo che l'assistenza non sia una condizione di vita ma una situazione di necessità passeggera, hanno sostenuto diversi esponenti del partito venerdì davanti ai media. Bisogna anche di restituire ai comuni un diritto di decisione, perché conoscono meglio la reale situazione dei beneficiari di prestazioni. Attualmente sono infatti ridotti al semplice ruolo di "spettatori paganti", come dimostrerebbe il recente caso emerso a Hagenbuch.
Servono regole cantonali e nazionali, sostiene invece la Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale. Garantiscono infatti l'uguaglianza delle persone del bisogno, evitando il "turismo sociale" da una località all'altra. "È nell'interesse dei comuni stessi", sostiene la conferenza.
Nel canton Berna, intanto, è uscito il primo rapporto sul sistema di bonus e malus per i 68 servizi sociali regionali, valutati per la prima volta secondo nuovi criteri. Solo tre non hanno raggiunto la sufficienza.
pon/ATS/RG
RG 18.30 del 17.10.14 - La corrispondenza di Luca Beti
RG 18.30 del 17.10.14 - La corrispondenza di Johnny Canonica







