Un corteo pacifico, anche se lungo il percorso si sono verificati isolati vandalismi. Erano diverse migliaia - 15’000 secondo gli organizzatori - i manifestanti che sono scesi in piazza venerdì a Zurigo per il Primo maggio.
La sfilata è partita in mattinata dall’Helvetiaplatz e ha attraversato il centro città fino alla Sechseläutenplatz, raggiunta dalla testa verso le 12.15, informa in una nota la polizia municipale. Tra i partecipanti vi erano diverse centinaia di persone, alcune delle quali a volto coperto, appartenenti alla scena autonoma di sinistra.
Da questi gruppi sono stati lanciati più volte petardi e fumogeni, precisano le forze dell’ordine, che hanno presidiato il percorso utilizzando tra l’altro un cannone ad acqua. Durante la marcia sono inoltre stati imbrattati muri e vetrine con della vernice spray e la folla ha intonato cori contro la polizia.

Tracce lasciate dal corteo a Zurigo
Al raduno di chiusura è intervenuta la neo consigliera nazionale socialista Michèle Dünki-Bättig, fresca di giuramento alla Camera del popolo. “Questo Paese non può funzionare senza noi lavoratori”, ha detto la zurighese, esortando a mostrare solidarietà e a non lasciarsi dividere.
A margine del corteo ufficiale, diverse centinaia di persona hanno manifestato senza autorizzazione nel Kreis 4. La polizia non è inizialmente intervenuta. Un agente in moto è stato aggredito da una persona che è stata fermata dai colleghi poliziotti.

Isolati casi di vandalismo a Zurigo
A Basilea critiche alla gestione della sanità
La manifestazione del Primo maggio a Basilea si è svolta senza incidenti gravi e con una partecipazione di circa 2’500 persone, riferisce la polizia cantonale. Da segnalare che la testa del corteo, invece di dirigersi direttamente verso la piazza del mercato, ha effettuato, poco dopo le 11.00, una deviazione non autorizzata. Poco dopo, della vernice è stata lanciata dalla folla sulla facciata dell’hotel Les Trois Rois.
I partecipanti hanno scandito slogan anticapitalisti e antiimperialisti, ma si sono sentiti anche canti contro gli Stati Uniti e Israele. Nel mirino sono finite le “guerre imperialiste” e il “sistema patriarcale”.
Il corteo ha proseguito il suo cammino fino all’ospedale universitario, dove è stato pronunciato un discorso. I manifestanti hanno criticato le condizioni di lavoro del personale sanitario, affermando che gli ospedali vengono gestiti come aziende e che i risparmi si fanno a scapito dei dipendenti.
Sempre secondo la polizia, diversi edifici sono stati imbrattati. Nel complesso, la manifestazione si è tuttavia svolta pacificamente, sia per la parte del corteo che ha deviato sia per il gruppo che ha seguito l’itinerario previsto sino al momento conclusivo, verso le 12.30, sulla Barfuesserplatz.
Beat Jans fa campagna a Bienne
A Bienne, alla manifestazione per la festa dei lavoratori era presente il consigliere federale Beat Jans che ha parlato delle conseguenze che avrebbe, secondo lui, un sì all’iniziativa “No a una Svizzera da 10 milioni”.

Beat Jans è intervenuto a Bienne
Il responsabile del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) ha difeso la posizione contraria del Consiglio federale. Se venisse accettata, questa iniziativa, ha detto, “ci obbligherebbe a denunciare l’accordo sulla libera circolazione delle persone e metterebbe in pericolo la via bilaterale. E aggraverebbe la carenza di manodopera”.
Baume-Schneider: “Difendere i progressi sociali”
Nel suo discorso a Liestal (BL) per la festa del lavoro, la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider (PS) ha parlato di cure, AVS e rapporti con l’Europa. Questi, secondo lei, i principali temi sociali che toccano la Svizzera. La giurassiana ha però anche lanciato un appello a difendere il potere d’acquisto e il progresso sociale.
La responsabile del Dipartimento federale dell’interno (DFI) sostiene che i progressi sociali vadano “conquistati e talvolta difesi con tutte le forze”. Il riferimento è in particolare alle cure, all’AVS e alle relazioni con l’UE.

1. maggio, festa del lavoro
Telegiornale 01.05.2026, 12:30
Turchia: almeno 550 arresti al Primo maggio
Almeno 550 persone sono state arrestate a Istanbul durante le manifestazioni per il Primo maggio, secondo quanto riferito da un’associazione di avvocati presente sul posto. In precedenza, giornalisti dell’agenzia AFP avevano constatato il fermo di decine di dimostranti. Stando all’AFP, persone sono state prese di mira in particolare nella parte europea della città dopo aver manifestato l’intenzione di marciare verso piazza Taksim, teatro di diverse proteste antigovernative in passato, piazza che è stata isolata dalla polizia già durante la notte.




