Svizzera

"Il vaccino da solo non basta"

L'osservanza delle regole di igiene resta fondamentale per frenare i contagi - Intervista alla presidente dell'associazione dei medici vallesani

  • 18 novembre 2021, 08:00
  • 10 giugno 2023, 16:01
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Seidisera del 17.11.21 - L'intervista di Lucia Mottini

RSI Svizzera 17.11.2021, 18:23

  • rts
Di: Lucia Mottini

Si è parlato molto di vaccinazione con la settimana nazionale appena conclusa e con l'annuncio di una terza dose in arrivo. Ma c'è chi ritiene che il vaccino abbia messo troppo in ombra le altre misure che aiutano a frenare le infezioni da coronavirus. Tra queste la presidente della Societé médicale du Valais. Monique Lehky Hagen.

Prima di tutto sgombriamo subito il campo da ogni dubbio: lei è favorevole al vaccino e lo raccomanda ai suoi pazienti, vero?

Sì, tantissimo: noi medici di famiglia del Vallese abbiamo fatto tantissime vaccinazioni e ora ci impegniamo anche per il richiamo, che è importantissimo.

Però ritiene che questa campagna martellante sul vaccino...non sia stata la cosa più azzeccata.

Perché sono state fatte delle promesse che sono un po' sbagliate. Vaccinarsi è importantissimo, ma è anche importante mantenere le misure di igiene. Chi ha sintomi, anche se vaccinato deve proteggere le altre persone perché la trasmissione del virus è comunque possibile. Lo si è un po' dimenticato e questo contribuisce alla ripresa della pandemia anche tra le persone vaccinate.

Lei stessa ha fatto la malattia pur essendo doppiamente vaccinata...

Sì. E per me è stata un'esperienza interessante. Perché noi siamo sicuri che il vaccino è efficace. Ma io stessa sono stata sorpresa di avere sintomi abbastanza forti: mi ci è voluto un mese per riprendermi bene. Ed è anche per questo che mi impegno molto per il richiamo. Penso che tutta la società tragga beneficio dal fatto che ci siano pochi casi tra i vaccinati e tra i non vaccinati.

In altre parole vendere il vaccino come "la" soluzione alla pandemia può dare un senso di falsa sicurezza ai vaccinati?

Sì. ma non è solo questo. È molto preoccupante il problema della polarizzazione della società: non siamo più solidali, ci combattiamo tra vaccinati e non vaccinati e c'è una grande confusione. Invece dovremmo dire che vaccinati o no, è importante che andiamo avanti insieme, essendo solidali e proteggendoci a vicenda indossando la mascherina quando si è in un'assemblea con molte persone di cui non sappiamo se hanno o no il virus.

In conclusione, che tipo di ragionamento sarebbe utile secondo lei in questo momento per arrivare bene alle feste di Natale?

Penso che sia molto importante riprendere un discorso di solidarietà. Dobbiamo lavorare insieme per finirla con questa pandemia. Il vaccino è UNA cosa importante ma non è l'unica. Dobbiamo rispettarci gli uni e gli altri e una minor polarizzazione sarà utile a tutti. Proprio per questo abbiamo lanciato una campagna volta a promuovere la solidarietà nella pandemia e proponiamo anche un concorso di idee che va in questa direzione.

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