Il Parlamento vuole combattere i prezzi elevati in Svizzera, ma non con l'iniziativa popolare "Stop all'isola dei prezzi elevati - per prezzi equi (Iniziativa per prezzi equi)", piuttosto con un controprogetto indiretto. Il Consiglio nazionale ha eliminato, martedì, le ultime divergenze che restavano con gli Stati in questo ambito. Il dossier è quindi pronto per le votazioni finali.
Il Nazionale si è allineato agli Stati e ha accettato con 141 voti a 45 di cancellare la "clausola di reimportazione". Introdotta dalla stessa Camera del popolo, aveva lo scopo di vietare alle società elvetiche di acquistare all'estero merci svizzere esportate a prezzi inferiori a quelli praticati nella Confederazione. Sarà comunque ancora possibile limitare la possibilità di procurarsi in un Paese straniero a prezzi vantaggiosi beni o servizi proposti in Svizzera e all'estero.
Le due Camere hanno trovato un accordo anche in merito al divieto di blocchi geografici per il commercio online, il cosiddetto geo-blocking. Con 143 voti a 38 e 8 astensioni, il Nazionale ha seguito la posizione degli Stati per quanto riguarda le eccezioni, che saranno ancorate nella legge, e non in un'ordinanza, come auspicato in un primo tempo.
Il ministro dell'economia Guy Parmelin ha avvertito che è impossibile garantire fino a che punto questo articolo avrà un effetto sugli acquirenti svizzeri. I promotori dell'iniziativa hanno comunque accolto con favore le misure approvate dal Parlamento e ritengono che "le modifiche legislative adottate costituiscano un mezzo efficace per combattere i prezzi eccessivi in Svizzera". Il testo sarà ritirato se il controprogetto sarà adottato nelle votazioni finali di venerdì e se non sarà lanciato un referendum.
I prezzi gonfiati in Svizzera non penalizzano soltanto i consumatori. Sono toccati anche il settore alberghiero, la ristorazione, l'agricoltura e l'industria. Secondo un recente studio, il sovraccosto per le imprese e i consumatori elvetici ammonterebbe ad oltre 15 miliardi di franchi annui.

RG 12.30 del 02.12.2020 La corrispondenza di Gian Paolo Driussi
RSI Info 02.12.2020, 13:51
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