L’accordo di libero scambio tra Svizzera e Cina, pronto per essere approvato e firmato - in luglio - dai due paesi, è “buono, ma non ottimo”. Parola del capo del Dipartimento dell’economia Johann Schneider Ammann, intervenuto oggi alla trasmissione "Samstagsrundschau" sulla radio svizzerotedesca DRS.
I dazi doganali non spariranno per tutte le merci
I dazi doganali spariranno o saranno ridotti su oltre il 90% dei prodotti e dei servizi esportati verso il gigante asiatico; resta però un 7% di beni non contemplati dal trattato (non è dato sapere quali). Ma se da un lato, per alcune merci, “il risultato dei negoziati non è ideale per la Svizzera”, dall'altro, in un settore sensibile come l’agricoltura, “la Svizzera non ha fatto concessioni”.
Insomma, la Confederazione non è riuscita ad ottenere tutto ciò che voleva, ma "è normale quando si conduce una trattativa", ha detto Schneider-Amman.
Ottimismo in vista del passaggio in Parlamento
Sulla spinosa questione dei diritti umani, i cinesi avrebbero mostrato una certa sensibilità e un certo impegno, ma alcune divergenze restano e “determinate cerchie non saranno contente”, ha dichiarato il consigliere federale, che comque si è detto ottimista in vista del dibattito parlamentare. Quello di ieri è infatti solo un memorandum d'intesa; prima che l'accordo sia definitivamente siglato, le Camere federali dovranno dire la loro. Così come dovrà farlo Pechino.
Gallery audio - Intesa con la Cina: "Buona, non ottima"
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