Tra poche settimane i cittadini svizzeri si recheranno alle urne per esprimere la propria preferenza nell’ambito delle elezioni federali. La campagna elettorale, almeno a sud delle Alpi, è stata fino ad oggi molto tranquilla, anche troppo... Qualcosa, però, sembra stia cambiando, visto che da più parti giungono notizie di “malumori”, “agitazioni” e “sbotti”, che fanno discutere non solo in seno ai partiti.
Tra i primi ad “accendere” gli animi, in seno al PS, è il candidato socialista al Nazionale Raoul Ghisletta che, attraverso la rete, ha diffuso le proprie indicazioni di voto invitando tutti a “doppiare” la preferenza sulla scheda nei suoi confronti… Una fuga in avanti che sembra non esser piaciuta soprattutto agli altri candidati del suo schieramento, che hanno visto questo gesto come “poco corretto”, una sorta di entrata a gamba tesa …
Altra candidata, altra fiammata, questa volta in casa PLR dove l’aspirante al Nazionale Michela Ris è “sbottata” su facebook difendendosi dagli attacchi della rete per un’intervista nella quale ha espresso il suo parere sulla presenza e necessità di frontalieri per il mercato del lavoro ticinese. Sono convinta che un certo numero di queste persone sia necessario, scrive la municipale di Ascona che aggiunge: “Sono stufa di dover dimenticare, sorridere e proseguire. Stavolta voglio dirlo: chi si permette un atteggiamento simile non merita rispetto e il suo voto non lo voglio”. Apriti cielo…
Tra le fila dell’UDC, per contro, a far di discutere è stato il conflitto personale, tra Pierre Rusconi e Marco Chiesa. "Tra noi - ha dichiarato il consigliere nazionale uscente alla stampa - non ci sono più rapporti. Evidentemente Chiesa si è risentito per la mia intenzione di rimanere a Berna e di non lasciargli il posto (Chiesa è subentrante, ndr.). Questa è la sacrosanta verità!".
In casa Lega, al di là della campagna elettorale, a farla da padrona è il giallo Zali, finito al centro di un presunto attacco personale da parte di un piccolo gruppo di dissidenti del suo partito, che lo avrebbero pedinato e seguito, raccogliendo un dossier definito “sensibile”. “Chiunque sia stato non è un leghista, la Lega è un'altra cosa”, tuona dalla rete il coordinatore del movimento, Attilio Bignasca, a difesa del consigliere di Stato e direttore del Dipartimento del territorio ticinese.
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