Sono aumentate nella misura del 10%, lo scorso anno in Svizzera, le verifiche sulle condizioni lavorative e salariali nelle imprese. Sospetti di infrazioni concernono quasi un terzo delle aziende con contratto collettivo (CCL) controllate. Non in regola è risultato invece il 9% delle aziende prive di CCL.
È quanto evidenziano i dati diffusi giovedì dalla Segreteria di Stato dell'economia (SECO), a seguito dei rapporti elaborati dalle commissioni tripartite e partitetiche. I controlli sono stati estesi a circa 45'000 imprese e 175'000 persone. La maggior parte delle ditte sottoposte a verifiche - indica la SECO - opera in conformità alle condizioni vigenti nella Confederazione.
Particolare attenzione è stata rivolta al settore dei lavoratori distaccati e indipendenti provenienti dai paesi dell'area UE/AELS. Essi, alla luce delle differenze salariali fra la Svizzera e i loro Stati d'origine, risultano più esposti al rischio di dumping salariale.
Per le organizzazioni sindacali, il rapporto della SECO evidenzia l'importanza delle misure di protezione per i lavoratori. Nel quadro dei loro controlli, osserva l'Unione sindacale svizzera (USS), gli ispettori del lavoro scoprono regolarmente delle infrazioni.
Red.MM/ARi
Dal TG20:
RG delle 18.30 del 12 maggio 2016; il servizio di Mirko Priuli
RSI Info 12.05.2016, 20:12
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